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LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI PROMUOVE STAGE QUASI GRATUITI di Marco Patruno

 

La Presidenza del consiglio dei ministri ha indetto una selezione per titoli per giovani neo-laureati. La proposta è un tirocinio da svolgersi presso i propri dipartimenti della durata di 6 mesi. La domanda che sorge spontanea è: il tirocinio è retribuito? La risposta e si, ma allo stesso tempo no. Infatti sul bando troviamo scritto: “Compatibilmente con le risorse stanziate dall'amministrazione, è previsto un rimborso spese mensile di 350 euro per i tirocinanti residenti fuori Roma e provincia e di 250 euro per tirocinanti residenti a Roma e provincia.”


 

Questo significa che l'erogazione del misero rimborso spese per i tirocinanti dipende dalla disponibilità delle risorse della suddetta amministrazione. Quindi se mancano queste risorse i tirocini saranno a titolo gratuito. Va però detto che hai tirocinanti è previsto l'accesso alla mensa del Consiglio dei ministri alle medesime condizioni previste per il personale.


 

Ma che cosa significa la frase “alle medesime condizioni previste per il personale?” I giovani tirocinanti avranno diritto ad un ticket? oppure dovranno pagarsi da mangiare pur se ad un prezzo scontato? In quest'ultima ipotesi significa che anche la dove venisse riconosciuto un rimborso spese di 250 – 350 euro al tirocinante questo è destinato a ridursi drasticamente.


 

E bene ricordare a tutti gli aspiranti tirocinanti per evitare che si creano delle falsi illusioni che “il tirocinio non può dar luogo in alcun modo e a nessun effetto configurarsi come rapporto di lavoro o a pretese di compensi o ad aspettative di futuri rapporti lavorativi inoltre non sono configurabili pretese del tirocinante in ordine ai contenuti, alle modalità ed ai risultati del tirocinio o in ordine alle spese ed agli eventuali inconvenienti che esso potrebbe comportare a carico del tirocinante.”


 

La Presidenza del consiglio dei ministri promuove dei tirocini se no gratuiti, quasi gratuiti. Molti punti e regole del bando sembrano rivolgersi no a dei giovani laureati che dovranno essere i lavoratori del futuro, ma a dei schiavi che non possono pretendere nulla. Bene se dalla Presidenza del consiglio debbono partire delle politiche di sviluppo e di promozione del lavoro giovanile in questo paese, questa è la triste risposta.

Pubblicato il 31/10/2011 alle 16.45 nella rubrica diario.

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