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LAUREATO DA PIU' DI 12 MESI ? NON CI INTERESSI. COLPA DELLA NORMA O DELLA RIGIDITA' DELL'AZIENDA?

 

Un noto sito di giovani pubblica la notizia di un ragazzo che non ha potuto fare il proprio stage perchè avrebbe superato i 12 mesi dalla laurea. L'azienda gli avrebbe risposto: “non ci interessi.” Lo spirito dell'articolo è chiaro: “il ragazzo non ha potuto fare lo stage tanto desiderato per colpa delle famose disposizioni legislative in materia di tirocini per colpa della manovra di governo di ferragosto.


Vorrei far riflettere i miei lettori e la direttrice di questa testata su un punto. Da molto tempo i giovani italiani vengono bombardati quotidianamente da una parola. Flessibilità. Nel bene o nel male questa parola è entrata nelle nostre vite e sta segnando i nostri destini. Tuttavia mi sembra che questa flessibilità sia una delle più grandi bugie e inganni di quest'ultimo decennio perché essa è una “regola” un “imperativo” da seguire per i lavoratori, ma non lo è altrettanto per le aziende. Mi spiego meglio.

Se fossi una azienda è mi trovo di fronte ad una ragazza o un ragazzo che ha un curriculum di studi eccellenti, che ha superato brillantemente eventuali test ecc, è possibile che questa ragazza o ragazzo io azienda non lo/la assumo perché ha superato i 12 mesi dalla laurea? Alla faccia della flessibilità! Questa è rigidità allo stato puro quello mostrato dalla azienda. Quindi la domanda che faccio ai miei lettori e al direttore di questa testata giornalistica è. La colpa è della norma, della manovra di ferragosto oppure dell'eccessiva rigidità mostrata dall'azienda?


 Volevo, inoltre, sottolineare alla direttrice di questa testata che questi problemi e drammi succedevano anche prima quando il periodo utile per fare uno stage erano 18 mesi dalla laurea. Per esempio il sottoscritto, alcuni anni fa, fu selezionato tra un gruppo di giovani per fare uno stage presso un importate ente universitario, ma fu poi successivamente scartato perché i 18 mesi erano scaduti.


 Non ho mai ritenuto che la colpa fosse della normativa sugli stage, per il quale ritengo debba essere modificata, ma che la colpa fosse piuttosto dell'ente in questione che per altro mi poteva benissimo farmi un contratto. Quindi, parliamo tanto di flessibilità, questa parola ci esce dalla bocca e ci entra nelle orecchie in un ritmo frenetico e incessante. Bene. Questa flessibilità non la facciamo valere soltanto per i giovani italiani, facciamola valere anche per le aziende.

Pubblicato il 26/10/2011 alle 9.44 nella rubrica diario.

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