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generazionep
2 gennaio 2018

“SE AVESSI FATTO UN ALTRO MESTIERE” : QUANDO LA FANTASIA E' UNA TRAPPOLA MENTALE



Mi capita spesso di incontrare amici e conoscenti che mi dicono: “Se avessi fatto l'insegnante...” oppure “se avessi fatto il macellaio...” Questa fantasia insidiosa nasconde un altro pensiero che lo possiamo sintetizzare così: “Se avessi scelto la via del insegnamento le cose sarebbero andate molto meglio rispetto alla mia attuale situazione professionale.” Be, ve lo dico senza mezzi termini. Avete due gambe? Due braccia? Avete la salute e un lavoro? Ritenetevi le persone più stra-fortunate al mondo.

La fantasia che vi è passata per la mente è una trappola mentale e vi peserà sulla vostra anima come un grosso macigno invisibile. La fantasia che avete fatto è una falsa percezione di una realtà alternativa che di solito tendete a colorarla di rosa e ci mettete tutte le cose più belle, meravigliose e miracolose che non avete realizzato attualmente.

Ovviamente la realtà è fatta di cose belle e di cose brutte. Nessuno ci potrà mai dire per esempio, che se nella mia ipotetica realtà alternativa avessi fatto l'insegnante, un giorno sarei finito sotto una macchina mentre andavo a scuola finendo paralizzato per il resto della mia vita. Quindi la mia fantasia in realtà alla prova dei fatti si potrebbe dimostrare una vera e propria fregatura.


Inoltre, questa fantasia non mi aiuta a migliorare la mia attuale situazione lavorativa. Ad affrontare soprattutto la domanda più importante: Cosa non mi soddisfa del mio attuale lavoro? La retribuzione? Il mio rapporto con colleghi e superiori? E cercare delle possibili soluzioni. Qualcuno di voi mi potrà rispondere: nulla mi soddisfa del mio lavoro. In questo caso due sono le possibilità: O siete del tutto mongoloidi che avete scelto un lavoro che non vi piace per niente oppure semplicemente siete cosi stressati e depressi che vedete tutto nero.

C'è una bellissima frase che ho letto in questi giorni di Hellen Keller: Spesso guardiano per cosi tanto tempo, e così a malincuore, una porta chiusa da non accorgersi che un'altra porta è già aperta per noi....” Questa frase c'è la dobbiamo scrivere su un foglietto di carta e attaccarla sulle pareti del nostro ufficio oppure il foglietto c'è lo dobbiamo portare sempre con noi e nei momenti più difficili tirarlo fuori per leggerlo.


(il seguente articolo è frutto delle mie esperienze personali pertanto non intende sostituire alcun parere scientifico in merito.)


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