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26 settembre 2016

IL VOLTO OSCURO DEL GUSTO: CUOCHI, CAMERIERI E LAVORATORI SFRUTTATI NEL SETTORE DELLA RISTORAZIONE

Viviamo in un epoca di profondi paradossi dove le nostre coscienze “addomesticate” e assopite non riescono più a cogliere. Il nostro linguaggio quotidiano si è arricchito di espressioni legate al cosiddetto “ecologicamente sostenibile” , cibi prodotti nel rispetto dell'ambiente. Sono nati locali vegetariani, locali take away, locali a chilometri zero ecc. Nonostante ciò lo sfruttamento di camerieri e lavoratori dietro ai banconi di ristoranti, pub, locali di vario genere assume dimensioni importanti e del tutto sconosciute nella loro radicalità.


Per esempio, un utente su internet racconta: La durata normale del lavoro effettivo, per la generalità delle aziende commerciali, è fissata in 40 ore settimanali. Al fine di garantire la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, le parti convengono che la garanzia di un riposo minimo continuativo di almeno 9 ore rappresenta un’adeguata protezione degli stessi. Non credo ci sia un ristorante, pub, bar che rispetti queste regole, soprattutto i locali aperti giorno e notte. Il più delle volte si finisce di lavorare alle 2, alle 3 o alle 4 di notte per riprendere il servizio la mattina seguente o fare turni da 12 ore. Chi c’è dietro ad una macchina perfetta che funziona? Noi lavoratori sfruttati, senza una cena vera e propria prima o dopo il servizio, il più delle volte un misero piatto di pasta o qualche avanzo mangiato al volo, senza maggiorazione notturna, senza straordinari, senza pause, senza voce in capitolo, o così o avanti un altro”


Su internet troviamo storie di giovani lavoratori e camerieri pagati a tre euro dai loro gestori. Le giustificazioni di questo abuso di salario sono principalmente di due tipi. La prima è la giovane età dei lavoratori. “Se non hai esperienza non puoi pretendere di prendere lo stesso salario di un lavoratore esperto.” Quindi se sei giovane hai diritto di crepare di fame, poi arrivi a 35 anni e ti dicono anche che sei un bamboccione e mantenuto. La seconda giustificazione è le tasse pagate dai locali e date allo stato. In altre parole, il ragionamento è praticamente questo: Lo stato ci soffoca e uccide con le sue tasse, e noi uccidiamo te giovane lavoratore che non hai per lo più nessuna tutela e potere contrattuale. Insomma, il fine giustifica i mezzi. “Dobbiamo sopravvivere, vivere, ma per fare questo dobbiamo sfruttarti senza pietà.”


Tuttavia c'è un dato visivo che i frequentatori e chi abita nelle grandi città non può sfuggire. I locali come ristoranti, pub sono sempre strapieni e spesso bisogna prenotare anche un giorno prima. Qualcuno di voi è stato un ex cameriere, lavapiatti e lavoratore nel settore ristorazione e vuole raccontare la sua storia? Scrivimi a generazionep@libero.it Le testimonianze rimarranno anonime per rispetto delle fonti.










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