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21 aprile 2017

LAVORARE GRATIS, LAVORARE TUTTI? LA BIZZARRA PROPOSTA DI DOMENICO DE MASI

Recentemente è uscito il libro del sociologo Domenico De Masi che si intitola Lavorare Gratis, lavorare tutti – perché il futuro è dei disoccupati.” Il noto studioso avanza una idea – proposta destinata a far discutere. Propone a tutti i disoccupati giovani e donne di lavorare gratis, De Masi sostiene che se : “... lo facessero, in pochi mesi scompiglierebbero, rivoluzionando, il mercato del lavoro.” Inoltre: “Una piattaforma digitale consentirebbe a questa mega – organizzazione di lanciare prima l'offerta gratuita mirata a scardinare l'ordine esistente, per poi passare alla mossa successiva: trovare lavoro. I disoccupati dovrebbero approfittare della loro forza, e utilizzare il loro stato di disoccupati come un grimaldello. Tanto, ora come ora non hanno nulla da perdere.


La proposta di Domenica De Masi è una idea deleteria e pericolosa, che fa acqua da tutte le parti. Primo perché il lavoro gratuito è un problema piuttosto radicato e diffuso sul mercato del lavoro. Sono già tante le donne e i giovani che lavorano gratuitamente senza che abbiano migliorato la loro condizione economica – esistenziale. Il lavoro gratuito ha portato ad un peggioramento collettivo delle condizioni dei lavoratori. Il motivo è molto semplice. Io datore di lavoro se dovessi scegliere tra una risorsa umana pagata zero e una pagata con un regolare stipendio e contributi vari, chi sceglierò? Quella pagata zero ovviamente. Poco importa se la prima non ha esperienza e si deve fare le ossa.


Domenico De Masi parla di una piattaforma digitale che unisca i lavoratori gratuiti di tutto il mondo. Qui secondo me si sopravvaluta eccessivamente il ruolo del web e di internet. E vero, che il web può far “incontrare” soggetti che condividono le stesse passioni ed esperienze, ma il passaggio ad una azione concreta è un lungo percorso tutt'altro che scontato. Basti pensare che da almeno 10 – 15 anni ci sono siti, blog, piattaforme digitali, gruppi su facebook che uniscono lavoratori precari, stagisti ecc di tutte le età e categorie che hanno portato pure a delle proteste di piazza, ma la loro incidenza sul mercato del lavoro è stata minima, piuttosto minima. Di sicuro quello che hanno ricevuto lavoratori precari, stagisti e disoccupati è stato di gran lunga inferiore a quello che gli è stato preso. Il mercato del lavoro ha conosciuto una involuzione continua.


Anzi, Professore De Masi piuttosto il messaggio che bisogna far passare ai disoccupati è un altro. Giovani basta lavorare gratis o fare stage sotto pagati con miseri rimborsi spese. Donne alzate la testa, basta chinarla ogni volta.







10 aprile 2017

DECRETI “BUONA SCUOLA” - MATURITA': IL TIROCINO DIVENTA UN RICATTO

Gli stage, i tirocini sono da sempre una forma di schiavitù siano se essi vengono retribuiti o meno, la loro totale abolizione dovrebbe essere l'obiettivo principale di ogni onesto movimento e sindacato che ha cuore il destino di migliaia di giovani e meno giovani. E notizia di questi giorni che gli stage sono diventati una vera e propria forma di ricatto.


Già perché fare un tirocinio gratuito e rispondere ai quiz invalsi saranno requisiti necessari per essere ammessi all'esame di maturità. Tali novità sono contenute negli otto decreti attuativi della “Buona Scuola” di Renzi approvati dal Governo Gentiloni in data 6 aprile 2017. Le novità saranno valide dal prossimo anno scolastico.


Il premier Gentiloni ha definito la riforma: “Una notevole iniezione di qualità.” Credo che stiamo assistendo ad un teatro del orrore dove la politica sta mostrando il suo volto più oscuro e brutale. Questa scuola non creerà dei cittadini del futuro, ma degli schiavi senza futuro che saranno costretti ad accettare lavori quasi e totalmente gratuiti.


Il futuro, la speranza di un potenziale impiego, la ricerca di una propria collocazione e affermazione sociale stanno diventando un intollerabile ricatto con la piena e totale complicità della politica. Anni fa, parlai di Dittatura dell'illusione della partecipazione per indicare un fenomeno invisibile, strisciante e crescente dove la funzione latente della partecipazione sta diventando la reale moneta di scambio di un pseudo – impiego. La paga, lo stipendio e diritti connessi sono diventati una opzione secondaria e non necessaria.


Una vera democrazia non dice ad un ragazzo fai questo stage gratuito altrimenti non ti ammetto alla maturità, non dice ad un disoccupato fai questo corso di formazione altrimenti non riceverai mai e mai più alcun sussidio. Ti lascerò crepare peggio di un animale perché infondo te lo sei voluto tu, e soltanto colpa tua non mia. Questa non è democrazia.


La riforma Gentiloni e Renzi definita “Buona Scuola” segna un ulteriore regressione e involuzione dei diritti. La scuola e le Università stanno fornendo da anni degli schiavi intelligenti e sono diventate il principale serbatoio di manodopera gratuita per multinazionali e aziende private. Ciò è intollerabile.







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