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30 ottobre 2017

I LAVORI SOCIALMENTE UTILI NEGLI ENTI PUBBLICI VANNO ABOLITI


Vi starete chiedendo che cosa sono i cantieri sociali ? Oppure chi sono i lavoratori socialmente utili? Soprattutto dopo che avete visto una inchiesta andata in onda lunedì' 23 ottobre su Report che parlava di questa particolare categoria di lavoratori che vengono impiegati anche negli enti pubblici Comuni, Regioni ecc. L'inchiesta di Report piuttosto semplicistica e superficiale ha sottolineato soprattutto la necessita di questa categoria di lavoratori di uno stipendio dignitoso, riconoscimenti di malattie e contributi previdenziali. Tutto giusto, giustissimo ma con un grosso, grosso Ma quanto uno scoglio e una casa.

Poco più di una decina di anni fa, lavorai come istruttore amministrativo presso il Comune di Torino. Tre mesi di lavoro piuttosto impegnativi e intensi. Vincitore di un regolare concorso pubblico fui assunto insieme ad altri sei ragazzi laureati. Venivo affiancato dai famosi catieristi sociali che tanto a parlato Report. Uno di loro mi rompeva i coglioni otto ore su otto lamentandosi delle sue condizioni di lavoro: “...Beato te che prendi uno stipendio di 1000 euro, beato te che hai diritto ai buoni mensa, beato te che a fine contratto prendi i soldi della liquidazione ecc”

Di fatto ai occhi del cantierista sociale ero un privilegiato. Peccato solo che dopo tre mesi il funzionario di turno ci ha detto in maniera paternalistica: “Ragazzi avete fatto un ottimo lavoro, ma non ci sono risorse per rinnovarvi i contratti.” La mia esperienza da impiegato pubblico è durata a malapena tre mesi dopo aver studiato altrettanti per superare le prove scritte.

I lavoratori socialmente utili che entrano negli enti pubblici fanno dei colloqui orientativi, non debbano superare particolari prove scritte e/o teoriche ma debbano avere dei requisiti in termini di età, di reddito famigliare e aver maturato un periodo di disoccupazione di almeno sei mesi. Inoltre, gli enti pubblici impiegano risorse pubbliche che contribuiscono alla loro formazione. Capite ora che la questione di base posta da Report è sbagliata a monte.

I lavori socialmente utili negli enti pubblici debbano essere proibiti, aboliti. Altrimenti dobbiamo definitivamente cambiare i criteri di accesso per lavorare nei Comuni e nelle Regioni. Basta concorsi. Spesso sono coinvolte anche agenzie interinali e peggio ancora cooperative che assumono lavoratori secondo criteri oscuri e poco trasparenti. Il lavoratore entra con il passaparola, con la conoscenza del funzionario o politico di turno. Intendiamoci: il lavoratore socialmente utile non è un privilegiato tuttavia questo non significa che i criteri debbano essere trasparenti. Giusto che i lavoratori socialmente utili debbano avere gli stessi diritti degli altri? Io rispondo:NO! Perche i cantieri sociali sono una assoluta e drammatica anomalia al interno degli enti pubblici.

Vuoi scrivermi ? Generazionep@libero.it


9 ottobre 2017

YOUSSEF E DAVIDE: VITE DA VENDITORI DI GIORNALI

Fino a sei mesi fa facevo il suo stesso lavoro, poi sono stato costretto a smettere.” - mi dice Youssef (nome di fantasia) indicando con il braccio il suo compagno che sta vendendo i giornali ai semafori. Youssef non ha più vent'anni, ma non è nemmeno una persona anziana. Difficilmente darli una età precisa forse cinquant'anni, forse sessanta. Comunque l'impressione è che il tempo sembra averli fatto un brutto scherzo, e le rughe pronunciate sul volto ingannano anche il più abile osservatore. Di Youssef so solo che è di nazionalità marocchina.


Il nostro lavoro può sembrare del tutto innocuo, ma non è così. Io per esempio, ho smesso perché i medici mi hanno riscontrato una forma di asma bronchiale. La causa è dovuta a tutte le schifezze che ho respirato in tutti questi anni vendendo i giornali. L'aria è molto inquinata.” - Sostiene Youssef sconfortato. Effettivamente quando Youssef mi racconta qualcosa di lui e del suo ex lavoro mi fa riflettere su molte cose che sono il frutto delle mie osservazioni quotidiane e pertanto non pretendono di avere alcuna base scientifica.


I giornalai itineranti o venditori di giornali alle fermate dei pullman, presso i semafori o negli angoli delle vie sono sempre meno giovani. Più cinquantenni, meno ventenni. Lavori che servono forse per arrivare alla pensione o per far quadrare i conti. Ci sono anche molti italiani come Daniele (nome di fantasia) amico di Youssef. Daniele prima di fare quel lavoro, ha fatto moltissimi altri lavori.


Youssef mi dice un altra cosa. Un informazione che solo uno che faceva il suo mestiere può saperlo. “Sai, facevo la notte ma anche la mattina. Mi andava bene, ma maledicevo le volte che facevo la Domenica...” Il mio volto è un punto interrogativo. Penso scioccamente e ingenuamente: “Forse perché gli altri non lavorano.” Tuttavia Youssef precisa: “...la domenica si lavorava anche bene, mi riferisco in termini di vendita, ma l' Inchiostro dei giornali era diverso, più calcato e tutta quella sporcizia ti rimaneva impressa sulle mani. Prima di togliere dalle mani quella schifezza dovevo sciacquarmele per bene, almeno per una decina di giornali. Gli altri giorni non era mai cosi'.” Anche Davide mi conferma la versione di Youssef. I loro volti sembrano manifestare una silenziosa sottomissione ad un nemico che prima o poi busserà alle porte della loro vita.” Sono convinti che quel inchiostro penetri nel epidermide e non faccia per niente bene.


Davide, vende giornali da diverso tempo, e pur non conoscendo fino in fondo Youssef. L'idea e la logica mi fa supporre che Youssef abbia fatto questo lavoro per diversi anni. Non parliamo più, quindi di lavori occasionali o temporanei e pertanto richiedono una attenzione e salvaguardia diversa anche in termini di salute e sicurezza.

Vuoi raccontare la tua esperienza? Vuoi lasciarmi la tua testimonianza? Scrivimi a generazionep@libero.it oggetto: “Testimonianza.”

















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