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28 novembre 2012

LA RETE REDATTORI PRECARI SCRIVONO ALL'ASSESSORE STEFANO BOERI di Marco Patruno

Alla rete redattori precari non gli vanno proprio giù le affermazioni rese dall'assessore alla cultura di Milano Stefano Boeri che ha dichiarato nei giorni scorsi: “... l'editoria è uno degli orgogli di Milano...” La rete ha deciso di scrivergli una lettera aperta che hanno pubblicato sul loro sito e che riporto fedelmente su questo blog. http://www.rerepre.org/


Gentile assessore Boeri,
Lei ha dichiarato che l'industria editoriale rappresenta uno degli orgogli di Milano.
Lo sono anche i lavoratori precari che tengono in vita quel mondo? È chiaro che lei non ha idea di quali siano le condizioni economiche e lavorative che le case editrici milanesi, piccole e grandi, impongono ai tanti precari che assicurano gran parte della produzione editoriale.
Caro assessore, le chiedo di documentarsi, e vedrà che sarà costretto a rivedere almeno in parte, e spero a ritrattare pubblicamente, la sua affermazione, perché l'editoria è uno dei settori che più sta deprimendo le aspettative e i talenti di centinaia di lavoratori della conoscenza, giovani e non.

Rete Redattori Precari


Insomma l'editoria sarà pure un orgoglio per Milano, ma nasconde un lato oscuro profondo come una abisso. Il lavoro di migliaia di redattori precari in condizioni contrattuali e retributive da terzo mondo. In tanti casi sono coinvolte piccole e medie case editrici, in altri casi grandi gruppi editoriali che fanno un uso spasmodico di contratti atipici che tanto atipici non sono visto che la loro applicabilità è diventata la normalità.


La rete redattori precari stanno facendo girare sui principali social network un volantino che riporta la scritta : “Cinquanta sfumature di contratto” una storpiatura del titolo dei romanzi erotici della scrittrice inglese Erika Leonard. Sul volantino vengono riportati alcuni dati che riguardano i grossi gruppi editoriali. Troviamo scritto Mondadori 55% (Mondadori libri, sperling, Piemme) di contratti atipici, RCS (Rizzoli, Bombiani e Adelphi) 50% di contratti atipici.


http://www.facebook.com/photo.php?fbid=514950995191282&set=a.128009290552123.18423.128005127219206&type=1&theater


Insomma, l'assessore Stefano Boeri può parlare pure di orgoglio, ma lo deve dire a bassissima voce perchè con tutti questi precari io come minimo arrosserei dall'imbarazzo. Non si può sinceramente pensare che il sistema dell'editoria si regga sull'utilizzo in massa di questi schiavi delle parole che debbono fare un lavoro di qualità con ritmi frenetici e allo stesso tempo pensare a sopravvivere giorno dopo giorno, mese dopo mese.




ADERISCI AL MOVIMENTO L'INFORMAZIONE NON E' UNA LOBBY


Caro giornalista, blogger e cittadino della società civile,


mi rivolgo a te perché ho deciso di iniziare una campagna di sensibilizzazione che si chiama: “L'informazione non è una lobby – io non voglio lavorare gratis ! ” con l'obiettivo di coinvolgere i vari protagonisti che operano nel mondo della comunicazione, ma anche delle istituzioni, dei sindacati e della cittadinanza attiva contro la grave piega del lavoro gratuito sul web e in generale nel settore dell'informazione e che vede vittime blogger e giornalisti in cerca di un lavoro e di una propria collocazione e affermazione professionale resa ancora più difficile in questi tempi di crisi. La speranza di un potenziale impiego può diventare un sottile ricatto che può portarci a collaborare gratuitamente, ma pur nel nostro piccolo dobbiamo iniziare a ribellarci. Sei vuoi aderire alla campagna puoi iscriverti alla pagina su facebook

http://www.facebook.com/linformazionenoneunalobby





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