.
Annunci online

generazionep
27 ottobre 2011

LA REPUBBLICA DEGLI STAGISTI DIFENDE GLI STAGE PD: “400 EURO PIU' CHE DIGNITOSI "di Marco Patruno

 

In questi giorni è scoppiata la bufera sul Pd per gli stage a 400 euro. Ma la notizia di oggi è che il sito La Repubblica degli stagisti interviene a difesa di questi stage definendoli addirittura “più che dignitosi.” Capisco che l'indipendenza assoluta non esiste, ma a volte il buon senso e il silenzio come si dice è d'oro.


 

Il direttore della Repubblica degli stagisti dovrebbe informare i suoi lettori dei suoi legami con il PD. Ricordiamo che LADY E.V. Ha presentato un progetto legge insieme all'ex ministro del lavoro Damiano e oltretutto mi risulta che ha qualche incarico e ruolo all'interno del PD. Quindi capite come interessi particolari si frappongono agli interessi collettivi e alla fine coloro che ci vanno vanno di mezzo sono sempre gli ultimi.


 

400 euro più che dignitosi” - ha scritto la Repubblica degli stagisti. Io penso che 400 euro sono una vergogna, un offesa alla dignità dei giovani. E poi Dobbiamo parlarci chiaro. Come ho già detto nel mio precedente post Certo essere stagisti significa tante altre cose che spesso non diciamo esplicitamente. Le diamo per scontate. Significa non avere un contratto subito, significa rimanere con lo stato di disoccupazione, significa rimandare un lavoro che ci permetta di maturare la nostra pensione futura....ecc http://generazionep.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2691934


 

Io sono sinceramente molto stanco. Vedere in una “élite di giovani” che si fa passare per il nuovo e invece permangono in loro incrostazioni del vecchio. Tra il vecchio e questi giovani che rappresenterebbero il nuovo c'è una continuità di logiche e vizi italici del passato. Perché dico questo. Basta una semplice osservazione. Come si fa a dire che 400 euro sono un reddito più che dignitoso ?


 

Scrivimi a generazionep@libero.it è dimmi cosa né pensi della questione stage e pd.


 


26 ottobre 2011

LAUREATO DA PIU' DI 12 MESI ? NON CI INTERESSI. COLPA DELLA NORMA O DELLA RIGIDITA' DELL'AZIENDA?

 

Un noto sito di giovani pubblica la notizia di un ragazzo che non ha potuto fare il proprio stage perchè avrebbe superato i 12 mesi dalla laurea. L'azienda gli avrebbe risposto: “non ci interessi.” Lo spirito dell'articolo è chiaro: “il ragazzo non ha potuto fare lo stage tanto desiderato per colpa delle famose disposizioni legislative in materia di tirocini per colpa della manovra di governo di ferragosto.


Vorrei far riflettere i miei lettori e la direttrice di questa testata su un punto. Da molto tempo i giovani italiani vengono bombardati quotidianamente da una parola. Flessibilità. Nel bene o nel male questa parola è entrata nelle nostre vite e sta segnando i nostri destini. Tuttavia mi sembra che questa flessibilità sia una delle più grandi bugie e inganni di quest'ultimo decennio perché essa è una “regola” un “imperativo” da seguire per i lavoratori, ma non lo è altrettanto per le aziende. Mi spiego meglio.

Se fossi una azienda è mi trovo di fronte ad una ragazza o un ragazzo che ha un curriculum di studi eccellenti, che ha superato brillantemente eventuali test ecc, è possibile che questa ragazza o ragazzo io azienda non lo/la assumo perché ha superato i 12 mesi dalla laurea? Alla faccia della flessibilità! Questa è rigidità allo stato puro quello mostrato dalla azienda. Quindi la domanda che faccio ai miei lettori e al direttore di questa testata giornalistica è. La colpa è della norma, della manovra di ferragosto oppure dell'eccessiva rigidità mostrata dall'azienda?


 Volevo, inoltre, sottolineare alla direttrice di questa testata che questi problemi e drammi succedevano anche prima quando il periodo utile per fare uno stage erano 18 mesi dalla laurea. Per esempio il sottoscritto, alcuni anni fa, fu selezionato tra un gruppo di giovani per fare uno stage presso un importate ente universitario, ma fu poi successivamente scartato perché i 18 mesi erano scaduti.


 Non ho mai ritenuto che la colpa fosse della normativa sugli stage, per il quale ritengo debba essere modificata, ma che la colpa fosse piuttosto dell'ente in questione che per altro mi poteva benissimo farmi un contratto. Quindi, parliamo tanto di flessibilità, questa parola ci esce dalla bocca e ci entra nelle orecchie in un ritmo frenetico e incessante. Bene. Questa flessibilità non la facciamo valere soltanto per i giovani italiani, facciamola valere anche per le aziende.


7 settembre 2011

APPUNTAMENTO AL BUIO CON LA REPUBBLICA DEGLI STAGISTI : RIFLESSIONI, OSSERVAZIONI E APPUNTI SUGLI EDITORIALI DI LADY E.V. Di Marco Patruno

 

Da questa settimana nasce la rubrica “Appuntamento al buio con La Repubblica degli stagisti.” Che vuole essere una rubrica che vuole riflettere, fare delle osservazioni e scherzare un poco intorno agli editoriali del direttore della Repubblica degli stagisti Eleonora Voltolina. La rubrica avrà cadenza settimanale o bisettimanale. I testi affronteranno argomentazioni serie pur se saranno conditi con qualche spunto ironico per diluire il tutto. Ovviamente la protagonista centrale di questi testi sarà Lady E.V.



Lady E.V ha avuto subito le idee chiare su quale posizione prendere sulla questione dell'articolo 11 della manovra di governo di ferragosto che introduceva delle novità in materia di stage e tirocini. E di questo bisogna darle atto. In questo editoriale pubblicato il 15 agosto 2011 Lady E.V salutava positivamente l'articolo 11 della manovra di governo tanto che scriveva “ Una misura condivisa dalla Repubblica degli Stagisti ….” http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/manovra-decreto-legge-2011-disposizioni-su-tirocini Ma attenzione, attenzione la stessa lady E.V neo-blogger del “FATTO QUOTIDIANO” pubblica dopo meno due settimane un articolo sulla manovra di governo riferendosi sempre al fatidico articolo 11 dal titolo perentorio e che non lascia spazio a dubbi. “LA STRAGE DEGLI STAGISTI.” http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/27/la-strage-degli-stagisti/153764/ Ma che cosa sarà mai successo a LADY E.V per cambiare cosi radicalmente opinione sul fatidico articolo 11 della manovra di governo? Ci sono misteri che sono destinati a rimanere eternamente dei misteri! misteri che la scienza non potrà mai spiegare!



L'editoriale di Lady E.V del 7 settembre 2011 dal titolo: Nuova normativa sui tirocini, non ci si capisce niente e si rischia la paralisi: le rimostranze di lettori e aziende sui punti oscuri e sul silenzio del ministero e commovente e mi è scesa qualche lacrimuccia perchè decide di dare voce ai ragazzi aspiranti stagisti che ha causa dell'articolo 11 della manovra di governo non potranno mai più fare gli stagisti. Troviamo la testimonianza di un ragazzo che dice: Leggo l'articolo del 15 agosto e capisco con rammarico che, a meno che cambi qualcosa, non posso entrare nel gruppo bancario con cui ho fatto un colloquio settimana scorsa perchè è più di 12 mesi che mi son laureato ...”







Il succo dell'editoriale è chiaro. Se questo ragazzo non potrà fare più il suo sospirato stage è a causa del fatidico articolo 11 della manovra di governo. Perchè l'articolo 11 riduce da 18 a 12 mesi la possibilità di fare gli stage. Ma qui voglio fare una domanda a LADY E.V. “La colpa è davvero del fatidico art.11 della manovra di governo se questo ragazzo non potrà più entrare in banca ? Oppure è colpa dell'eccessiva rigidità delle politiche di assunzione del gruppo bancario in questione?



Chi mi conosce sa che non sono un fan della flessibilità. Tuttavia, mi chiedo se io fossi un selezionatore del gruppo bancario in questione agirei nel seguente modo. Il ragazzo ha superato brillantemente i test per entrare all'interno del gruppo? Bene, lo prendo con me con un contratto. Lo stage non può e non deve essere considerato l'unico modo possibile per entrare nel mondo del lavoro. Non rinuncio ad un talento o potenziale talento perché non gli posso fare lo stage. Chissà che cosa né pensa Lady E.V?
































8 aprile 2011

EX STAGISTI CALABRESI: PERCORSI DI INSERIMENTO OCCUPAZIONALE ANCORA INESISTENTI

 

Mi ha scritto in questi giorni Francesca del Comitato Programma Stages 2008/2010, chiedendomi di divulgare questo loro comunicato stampa relativo alla situazione degli ex stagisti della Regione Calabria.


E’ sempre il caso dei partecipanti al Programma Stages 2008/2010 della Regione Calabriaa tenere banco. Noi poveri sventurati attendiamo dal 20/10/2010, data in cui è scaduto ilnostro “pseudo” contratto con la Regione, la possibilità di rientrare a lavorare negli Entidove ci siamo distinti per merito come dimostrano le innumerevoli lettere indirizzate dagliamministratori locali ai Presidenti di Giunta e Consiglio Regionale.Cosa impedisce di fatto questo idillio? Il meccanismo assolutamente sconnesso, arcano edistruttivo che la Regione ha messo in atto. Già perché a più riprese la Regione, nellapersona del Presidente della Giunta, del Consiglio, ed ogni singolo Consigliere hannodeclamato a gran voce che noi giovani plurititolati siamo una risorsa da tratteneregelosamente, indispensabili, bravissimi e bellissimi. E la cosa è dimostrata anche dal fattoche hanno tutti votato all’unanimità la legge regionale n. 32/2010, legge che citatestualmente “Al fine di non disperdere il patrimonio di conoscenza già acquisito daigiovani impegnati nel "Programma Stages" (…) la Regione assicura l'erogazione di uncontributo annuo di euro 10.000,00 a favore di soggetti pubblici, che si impegnano astipulare, con ogni stagista, che abbia concluso con esito positivo tutte le attività diformazione previste dal Regolamento (…) tipologie contrattuali previste dalla normativavigente per una durata non inferiore ai 12 mesi di lavoro”. Peccato però che i fatti sianoben diversi. Intanto perché la legge è stata accompagnata da un avviso pubblico rivolto aglienti che assolutamente contraddice il contenuto della stessa: prevede una graduatoria chefinanzia solo 55 stagisti (siamo circa 350). La priorità viene data a quei soggetti pubblici che s’impegnano a stipulare contratti full time o superiori ai 12 mesi. Ma questa novità non era assolutamente prevista nella legge. Accade questo perché la regione Calabria ha stanziato nel suo bilancio solo 550.000 euro per questa iniziativa, mentre la famosa legge,come già detto prima, prevede il finanziamento di ogni stagista per cui pervenga domanda di contrattualizzazione. Che fine faranno gli altri stagisti che “loro malgrado” non rientreranno nei primi 55 posti di graduatoria? Saranno solo sfortunati e colpevoli di trovarsi in Enti impossibilitati da dissesti o normative nazionali (legge Brunetta) ad aggiungere soldi per i loro contratti. Da mesi ormai continuiamo a rivendicare l’attuazione della legge e riceviamo continue rassicurazioni verbali (verba volant, scripta manent!!) sul fatto che nessuno resterà fuori. Ma affinché questo accada realmente è necessario che la Regione si impegni a realizzare una integrazione in bilancio delle somme necessarie. Integrazione che ci viene promessa da chicchessia ma solo a parole e per metterci a tacere in un angolo. E’ ormai palese che i Signori della politica Calabrese ci stanno solo prendendo in giro, lasciandoci “a spasso” ormai già da sei mesi e senza prospettive ravvicinate all’orizzonte. Soprattutto fuggono dalle loro responsabilità, perché scriviamo articoli, chiediamo incontri, e nessuno riesce adarci delle risposte concrete, forse perché troppo impegnati con il Governatore Scopelliti ad organizzare “specchietti per allodole” come i meeting per parlare delle problematiche giovanili tralasciando però il piccolo dettaglio della porta sbattuta in faccia ai giovani autoctoni più titolati. Ad esempio, sempre nella famosa legge 32/2010 c’è l’articolo 7 che cita testualmente “Alla copertura finanziaria, stimata per l'esercizio finanziario 2010 in euro 200.000,00, in ordine alla stipula dei contratti di cui al comma 1, si provvede con le risorse allocate all'UPB 4.3.02.02 dello stato di previsione della spesa del bilancio medesimo. Per l'esercizio finanziario relativo all'anno 2011 la Giunta regionalequantificherà le risorse occorrenti in base alla manifestazione di interesse presentata daisoggetti pubblici interessati.". Bene, perché qualche politico non ci spiega come mai hannostanziato 200 mila euro per l’anno 2010 quando era assolutamente impossibile per gli enticontrattualizzarci dal momento che ancora non era neanche uscito l’avviso pubblico con relativo elenco ufficiale dei soggetti in regola con le attività del Programma Stages (elenco pubblicato sul Burc a fine febbraio 2011). E soprattutto, che fine hanno fatto questi soldi?E poi ancora, l’articolo 6 della succitata legge recita “La Regione si impegna, altresì, ad incentivare, da parte di soggetti pubblici e privati nei confronti degli stagisti, la realizzazione, di percorsi integrati (anche individuali) di orientamento, di alta formazionee di inserimento occupazionale, con risorse provenienti dai fondi comunitaristrutturali”.Sono trascorsi sei mesi dalla legge e di questi “percorsi” non esiste traccia. In sintesi, c’è una legge disattesa, una legge che rappresenta una seria opportunità per noi giovani, vogliamo capire perché ad oggi è solo carta straccia ed ESIGIAMO delle risposte concrete. Basta prese per i fondelli, siamo stanchi e stufi di confrontarci con questa politica

aleatoria ed inutile.

GRAZIE.

Comitato Programma Stages 2008/2010


31 marzo 2011

il manifesto dei diritti dello stagista – idee per un cambiamento

  
 

Il manifesto dei diritti dello stagista – idee per un cambiamento è un programma costituito attualmente da 14 punti che intendono arricchire l’attuale dibattito sugli stage in Italia e nella speranza che possono ispirare il nostro legislatore a prendere seri provvedimenti affinché venga eliminato l’attuale sfruttamento dei giovani che avviene attraverso gli stage. Infatti, il blog Generazione P è fermamente convinto della non fondatezza dell’idea “fatta la legge trovato l’inganno” perchè la domanda spontanea che sorge è: “perché proponiamo progetti legge se sappiamo già di partenza che verranno raggirati?”

Tutti i giovani stagisti precari, studenti, operai, casalinghi/e associazioni e sindacati che voglio sottoscrivere il manifesto debbono mandarmi una e-mail all’indirizzo generazionep@libero.it indicarmi nome cognome e la relativa professione. Nel caso delle associazioni/sindacati il loro sito di riferimento. Le firme aggiornate compariranno alla fine del manifesto. Inoltre, tutti coloro che vogliono propormi altri punti e idee per integrare il manifesto verranno tutte attentamente valutate e prese in considerazione. Il manifesto non vuole essere qualcosa di fisso, statico nel corso del tempo, ma un programma in evoluzione.

1) lo stagista è il lavoratore del domani.

Lo stagista non è soltanto un soggetto da formare e ospite di una società, ma è prima di tutto il lavoratore del domani.

2) Retribuzione a tutti gli stagisti italiani, basta rimborsi spese e facilitazioni.

Obbligo di retribuzione a tutti gli stagisti italiani senza distinzione di età, scolarità e località geografica. Superamento dei concetti di rimborsi spese, facilitazioni, borse di studio e introduzione del concetto di stipendio a livello legislativo.

3) Costituzione di un osservatorio sugli stage.

Istituzione di un osservatorio sugli stage formato dalle principali sigle sindacali. Il compitodell’osservatorio dovrà essere quello di un punto di ascolto attivo per tutti i giovani stagisti che decidono di denunciare stranezze, anomalie riguardanti il proprio stage. L’osservatorio dovrà poi procedere a contattare le istituzioni competenti e fare le opportune verifiche.

4) Strutture ad hoc per il controllo degli stagisti.

Ripensare alle strutture deputate al controllo sugli stage. Eventuale creazione di strutture ad hoc. Affidare tale controllo agli Ispettorati del lavoro presenta una difficoltà. Il carico di problematiche che quest’ultimi debbono già sostenere per cause di lavoro. Inoltre sussiste una incoerenza concettuale. Se gli stage sono convenzioni, e no contratti di lavoro perché il controllo sugli stage deve essere affidato agli ispettorati del lavoro?

5) Indagine nazionale e annuale sull’efficacia e qualità degli stage.

Il ministero della gioventù tramite gli uffici job placement, i centri per l’impiego e gli enti promotori devono promuove una indagine annuale sulla qualità degli stage e dei tirocini per verificare il grado di gradimento e di efficacia di questo strumento da parte dei giovani stagisti e tirocinanti.

6) Stage e società in crisi: no all’uso degli stagisti

Le società che hanno proceduto a licenziamenti collettivi, alla cassa integrazione o a mettere in mobilità il proprio personale e sono sul l’orlo del fallimento non possono ricorrere agli stagisti affinché la propria situazione di crisi non sia risolta.

7) Valutazione positiva in progresso dello stagista.

L’ente ospitante può convertire lo stage in un contratto di lavoro in qualsiasi momento del progetto formativo, valutate positivamente in corso le capacità e qualità dello stagista.

8) Agenzie del lavoro erogatrici di lavoro, no di stage.

Negli ultimi anni si sta diffondendo un fenomeno. Le agenzie di somministrazione di lavoro

temporaneo “reclutano” sempre più stagisti per conto dei propri clienti. Indipendentemente dal fatto che questi stage siano retribuiti o meno ci si deve chiedere se tale competenza di “reclutare stagisti” rientri tra i compiti delle agenzie interinali, a mio avviso, no.

9) stage e la natura giuridica mista.

Gli stage sono delle convenzioni, ma rimane una questione di fondo. Gli stage hanno una natura esclusivamente formativa? Possiamo davvero dividere la formazione, l’apprendimento dal lavoro quando uno stagista è impiegato per esempio in uno studio amministrativo o di ingegneria? E se lo stage è una convenzione dalla natura mista? E se gli stage fossero di fatto un mix di lavoro e formazione?

10)Un tetto legale sulle assunzioni.

Le aziende medio – grandi dovrebbero convertire almeno il 50% degli stage in contratto di lavoro.

11) Divieti di applicabilità

Divieto assoluto dell’applicabilità dello stage per soggetti di età superiore a 30 anni e per soggetti a lunga disoccupazione. Per questi casi, bisogna applicare sempre e comunque dei contratti di lavoro per i contributi previdenziali e l’immagine curricolare. Per i soggetti sotto i 30 anni divieto di applicare più di due stage conseguivi.

12) Carta etica dei diritti e doveri dello stagista

Ogni ente promotore e/o aziende ospitante debbono consegnare ad ogni stagista prima dell’inizio del suo tirocinio una “carta etica dei diritti e dei doveri dello stagista” affinché il giovane sia adeguatamente informato.

13) Numero massimo di ore settimanali.

Ogni stage non può superare tassativamente le 40 ore settimanali, pena sanzioni a carico dell’ente ospitante oppure conversione dello stage in un contratto di lavoro. Sono esclusi “straordinari.”

14) La formazione non è una moneta o uno stipendio

La formazione erogata dall’ente ospitante non può costituire in alcun caso una sorta di “moneta” alternativa ricevuta dallo stagista.



30 marzo 2011

LA STORIA DI M : PAGARE UN CORSO DI FORMAZIONE 250 EURO PER UNO STAGE NON RETRIBUITO PRESSO UNA CASA EDITRICE di Marco Patruno

  


Questa è la storia di una ragazza. La ragazza la chiameremo M così come è stata chiamata dal quotidiano abruzzese che la intervistata. M è una ragazza alla ricerca di una occupazione che durante la sua ricerca di lavoro si è imbattuta in una casa editrice poco seria. L'aspirante lavoratricemanda la sua candidatura spontanea a questa casa editrice. E dopo qualche tempo M viene contatta e gli viene fatta la seguente offerta.


Un corso di formazione per selezionare nuovo personale di redazione. Le tappe previste. Colloquio conoscitivo. Breve corso di formazione editoriale per un max di 15 persone. Selezione di n.8 persone per stage di tre mesi dopo il quale potrà essere formulata una proposta lavorativa per tre persone. Tra le posizioni vacanti ci sono sono. Revisore di bozze di stampa. Responsabile organizzazione eventi/rapporti con le librerie.


M viene invitata ad un colloquio conoscitivo per essere eventualmente selezionata al corso di formazione in questione. Ma nell'allegato inviato M si accorge di un particolare. Il corso di formazione costa 250 euro. M chiede alla signorina della casa editrice se lo stage fosse retribuito. La risposta è negativa. Lo stage non prevede alcuna retribuzione, nessuna facilitazione o rimborso spese come si dice in questi casi. M decide così di declinare la proposta che le viene fatta anche perchè non si capisce perchè lei che aveva bisogno di qualche spicciolo in tasca debba invece darli ad una casa editrice.


M non ha accettato di fare il colloquio conoscitivo. Ci sono tre particolari che mi incuriosiscono di questa storia. Il primo particolare. Il numero dei stagisti selezionati al termine del corso di formazione. Ben otto. Questo significa che la casa editrice in questione deve essere di medie o grandi dimensioni oppure non rispetta la proporzione tra dipendenti e stagisti previsti dalla normativa. Il secondo particolare. La vergogna di far pagare un corso di formazione per accedere poi ad uno stage non pagato, nemmeno ad un posto di lavoro. Il terzo particolare. Si tratta di una contraddizione. Una contraddizione che non riguarda soltanto la casa editrice in questione, ma tocca molte altre realtà imprenditoriali e si tratta di un punto che l'attuale dibattito sugli stage trascura o comunque non mette in luce.


La contraddizione è la seguente. Gli stage sono delle convenzioni e pertanto non sono dei contratti di lavoro. La natura giuridica degli stage è formativa tanto che viene previsto un progetto formativo. Lo stage è una formazione sul campo sostanzialmente. Allora sorge una domanda spontanea. Perché cacchio devo fare un corso di formazione prima di uno stage che si tratta a sua volta di un rapporto formativo che io stagista instauro con l'ente ospitante? Evidentemente ci troviamo davanti ad una formazione inflazionata. Oggi i giovani italiani vengono ampiamente abusati dalla formazione.


Per quanto riguarda la casa editrice, il giornale abruzzese non riporta il suo nome. Gli unici due indizi che vengono riportati sono i seguenti. 1) indizio. xxxxxxxx Edizioni Srl 2) indizio. Si tratterebbe una casa editrice tanto cara alle “intellighenzie post-sessantottine e radical chic”

Sta di fatto che la Ragazza M non accettato neppure di fare un colloquio conoscitivo, ma quanti altre /i M, A, B, C, D ecc avrebbero accettato al suo posto?


Non dimenticare di firmare la sottoscrizione di Generazione P http://generazionep.ilcannocchiale.it/post/2611772.html


24 marzo 2011

ELEONORA VOLTOLINA IL NOSTRO TEMPO E' ADESSO, MA IL TUO CONFLITTO DI INTERESSE SARA' IL PROBLEMA DEL DOMANI di Marco Patruno

 

La giornalista e imprenditrice Eleonora Voltolina direttore responsabile della testata “La Repubblica degli stagisti” è tra le principali ispiratrici, promotrici e organizzatrici della manifestazione del 9 aprile “Il nostro tempo è adesso” che si svolgerà a Roma e probabilmente anche in altre città italiane. Si prevede una massiccia partecipazione di giovani precari e stagisti. Alla manifestazione hanno aderito personalità importanti come Dario Fo, Franca Rame, Giulia Innocenzi, Silvia Avallone, Dario Vergassola, Ottavia Piccolo, Sabina Guzzanti e molti altri...http://www.ilnostrotempoeadesso.it/


 

Fino qui tutto bello, meraviglioso e direi perfetto. Ma pochi lettori sanno che Eleonora Voltolina è anche la proprietaria della società ventidue Srl di Milano che oltre a gestire la testata giornalistica “La Repubblica degli Stagisti” promuove, commercializza e vende marchi nel campo del lavoro. In particolare bollini e certificati come “ Ok stage” “Chiaro stage” e poi ci sono le c.d. “Stagisti Card.” Per farvi un esempio il certificato “Ok stage” ha un costo annuale variabile da 250 euro a 1000 euro a seconda della dimensione delle imprese che aderiscono al certificato e accettano la carta dei diritti dello stagista. I dati le potete trovare, per esempio, in questo articolo di Panorama del 2009 http://blog.panorama.it/economia/2009/04/16/un-marchio-garantito-bollino-ok-stage-quando-lazienda-crede-nei-giovani/ Nell'ottobre del 2010 in un mio articolo dal titolo “il business dei diritti” calcolai che soltanto per il “bollino ok stage” la Repubblica degli stagisti guadagnerebbe una cifra compresa tra 9500-38.000 euro annuali. Ma i dati vanno aggiornati perchè da allora altre aziende hanno aderito al bollino “Ok stage” come la stessa Eleonora Voltolina mi fece giustamente notare durante un nostro incontro all'Università di Torino.


 

Perchè sono tornato sulla questione? Ieri sera mi ha scritto una lunga lettera Caterina che è stata messa sotto torchio da Eleonora Voltolina e dai suoi collaboratori perchè sembra che i stagisti che parteciparono ad un suo corso di formazione nel settore dei beni culturali pagavano una cifra. Però Cristina mi fa notare un particolare che posso riassumerlo nel seguente modo “Chi di spada ferisce di spada [ prima o poi] perisce”


 

Cristina scrive “....La Repubblica degli Stagisti fonda la sua stessa esistenza su un grave conflitto di interessi. Questa testata giornalistica, infatti, ha messo in atto una procedura di accreditamento delle aziende promotrici di stage aziendali mediante l’assegnazione del cosiddetto «Bollino OK Stage» che avrebbe lo scopo di rendere immediatamente riconoscibili quelle aziende che si impegnano a utilizzare lo strumento dello stage secondo una serie di criteri «virtuosi», riassunti nella Carta dei diritti dello stagista, redatta, ovviamente, dalla stessa testata on-line. A parte l’arbitrarietà di questa iniziativa, priva di ogni ufficialità, c’è anche da dire, come ammesso dalla stessa Eleonora Voltolina sulla pagina Facebook di Repubblica degli Stagisti, che questo giornale si mantiene con i proventi della pubblicità e che anche le aziende che ricevono il Bollino OK Stage versano una quota per accedere alla pubblicità a pagamento pubblicata su “Repubblica degli Stagisti”. E’ innegabile, quindi, il conflitto di interessi poiché è chiaro che non dovrebbe mai esistere un accordo di tipo commerciale tra chi ricopre un ruolo di vigilanza, seppure in forma del tutto indipendente e non ufficiale, e chi, invece, “è sottoposto a controllo...”.


 

Cristina tocca una questione fondamentale. Il conflitto di interesse che coinvolge la Repubblica degli stagisti e la sua ideatrice. Ossia, Il volto commerciale della sua attività può rendere veramente indipendente e libera l'operazione di denuncia e di vigilanza sui cattivi stage operata dalla Repubblica degli stagisti? Più esplicitamente se uno scandalo dovesse coinvolgere una azienda che aderisce al bollino “ok stage “ e quindi “cliente” della ventidue Srl, Eleonora Voltolina e la Repubblica degli stagisti la metterebbero alla berlina come le altre aziende non aderenti?


 


 

Poiché sono da sempre un accanito lettore della Repubblica degli stagisti, molti indizi mi fanno ritenere di no. E ve lo posso dimostrare. Ve ne potete accorgere seguendo attentamente il forum della Repubblica degli stagisti. Ad esempio, in questo link trovate la lettera di un lettore “che sottolinea un anomalia che tocca una società del gruppo Accenture (società aderente al bollino Ok stage) http://www.repubblicadeglistagisti.com/forum/thread/789/ , ma Eleonora non si preoccupa minimamente di dare una risposta del tipo “ciao, faremo le opportune verifiche” nulla di tutto ciò. Non è la prima volta che succedete questo.


 

Badate bene, Eleonora Voltolina può avere tutte le società che vuole, nessuno vuole ostacolare la sua libera iniziativa imprenditoriale e le auguro anche una brillante carriera politica. Ma se il nostro tempo è adesso, il suo conflitto di interessi sarà un problema per il domani. Un problema che la stessa Voltolina dovrà farne i conti e qualcuno giustamente e legittimamente gli e lo può far notare senza essere necessariamente un suo nemico.


La Repubblica degli Stagisti e il business dei diritti http://generazionep.blog.lastampa.it/generazione_p/2010/10/la-repubblica-degli-stagisti-e-il-business-dei-diritti-quanto-ci-si-guadagna-con-il-bollino-ok-stage.html

Quando chi si riveste dell'abito di paladino degli stagisti ci guadagna qualcosa...lettera su facebook e inviata anche a me

http://www.facebook.com/profile.php?id=1266579687&ref=ts#!/notes/caterina-pisu/quando-chi-si-riveste-dellabito-di-paladino-degli-stagisti-ci-guadagna-qualcosa/10150119111147029

La repubblica degli stagisti e le Stagisti Card- L'ultima Frontiera dello scandalo http://generazionep.blog.lastampa.it/generazione_p/2010/11/stagisti-card-repubblica-degli-stagisti-lultima-frontiera-dello-scandalo-di-marco-patruno.html

"Il nostro tempo è adesso - giovani e precari in piazza il 9 aprile"

http://www.repubblica.it/politica/2011/03/10/news/il_nostro_tempo_adesso-13435063/

 

Il decalogo per 500 stagisti italiani

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/16/dieci-comandamenti-negli-atenei-il-decalogo-per-500mila-stagisti-italiani/96576/


 


 


 


 


 


 


 


19 novembre 2010

STAGISMO DI STATO di Marco Patruno

  Leviatano--Hobbes

Sul settimanale della Stampa “Torinosette” di venerdì 5 novembre 2010, lo scrittore Andrea Bajani nella sua rubrica “Vite a progetto” si è occupato di stage. Il titolo dell'articolo è “Lo stagismo di stato.” Andrea Bajani scrive: “...e dopo il primo stage c'è stato il secondo, e dopo il secondo poi il terzo, e ogni volta tutti a dirti che per un giovane come te non poteva che esser cosi'. E poi l'Italia che va cosi' lo stage è diventata quasi una moda per le giovani generazioni, una tendenza, ormai lo si può chiamare molto comodamente stagismo di stato...”

 

Il ministro Giorgia Meloni in una recente intervista ha espresso il timore per il pericolo di trasformare lo stage nell' ennesimo contratto atipico se si introducesse una forma di retribuzione a livello legislativo, peccato solo che lo stage si è trasformato da tempo a tutti gli effetti in un contratto atipico visto il massiccio uso fatto dalle aziende di questo strumento che sta andando a sostituire progressivamente l'applicabilità degli altri contratti di lavoro a tempo determinato durante la fase di ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.

 

Fase di ingresso nel mercato del lavoro che viene inevitabilmente ritardata con gravi conseguenze sul futuro e destino del giovane aspirante lavoratore, ma vediamo su questo punto cosa scrive Andrea Bajani: “...dopo cinque anni di stage in posti diversi, hai deciso di non piegarti, di non accettare l'ennesimo lavoro gratuito...cosi' sei andato al colloquio...L'esaminatore ha letto fino in fondo il tuo curriculum vitae, poi ti ha guardato la faccia e i capelli, e ti ha detto: ma scusi, a 30 anni lei mi è un po' vecchiotto, per fare il suo ingresso nel mondo del lavoro”

 

Ma il punto fondamentale della questione è che il giovane non è che non abbia mai lavorato, non a caso Andrea Bajani parla di “lavoro gratuito”, ma semplicemente il suo lavoro è mascherato da una convenzione che stabilisce la natura giuridica puramente formativa dello stage e il rapporto di non dipendenza con l'azienda ospitante. Le conseguenze di questo lavoro mascherato da formazione sono molteplici sia sul piano individuale (del singolo aspirante lavoratore), che sul piano collettivo (riguardante una massa di persone.)

 

Una di queste conseguenze riguarda il riconoscimento dei contribuiti previdenziali. Se passi da uno stage ad un altro, non hai alcuna possibilità di accumulare i crediti necessari per maturare eventualmente una pensione futura. Lo stage non è un contratto di lavoro. E le conseguenze di questo “stagismo di stato”, per usare il termine utilizzato da Andrea Bajani, censurato dai mezzi di comunicazione di massa, a parte alcune eccezioni, avrà conseguenze incalcolabili sull'intera mia società.

 

 

 

 

 


11 ottobre 2010

LA REPUBBLICA DEGLI STAGISTI E IL BUSINESS DEI DIRITTI di Marco Patruno

 

Il bollino ok stage è una idea della giornalista Eleonora Voltolina della Repubblica degli stagisti. Si tratta di una sorta di certificazione dove le aziende si impegnano a rispettare una serie di punti espressi nella Carta dei diritti dello stagista. Ma la domanda che sorge spontanea è la seguente: davvero possiamo parlare di diritti e tutele a favore degli stagisti italiani sanciti da un certificato e da una carta?

 

Le informazioni che divulgherò qui di seguito risalgono ad un articolo di Panorama.it di giovedì 16 aprile 2009. Il titolo dell'articolo è, “un marchio garantito: bollino ok stage , quando l' azienda crede nei giovani.” Scorrendo l'articolo, verso la fine troviamo una informazione molto interessante: “Il bollino ha un costo annuale a seconda delle dimensioni dell'impresa: da 250 euro a 1000 euro” Quindi le aziende che aderiscono a questo certificato pagherebbero una certa cifra per essere per cosi dire in “regola” con la carta dei diritti dello stagista. E bene precisare che questi dati risalgono al 2009. http://blog.panorama.it/economia/2009/04/16/un-marchio-garantito-bollino-ok-stage-quando-lazienda-crede-nei-giovani/

 

A questo punto una domanda sorge spontanea: “Quanto guadagna la Repubblica degli Stagisti di Eleonora Voltolina con il bollino ok stage e la sua carta dei diritti dello stagista? La risposta è molto semplice. Basta andare sul sito stesso della Repubblica degli stagisti nella sezione “Iniziative”http://www.repubblicadeglistagisti.it/initiatives/ e troviamo successivamente una sotto – sezione “Aziende aderenti” che sono appunto le aziende che aderiscono al bollino Ok stage. http://www.repubblicadeglistagisti.it/initiative/bollino-ok-stage/lista-aziende/

 

 

Scorrendo la lista scopriamo che le aziende aderenti al bollino “ok stage” sono precisamente 38. Lamaggior parte sono realtà importantissime come Accenture, Everis, La Giochi Preziosi Spa ecc Possiamo fare a questo punto un calcolo approssimativo e stabilire un “range” complessivo di guadagno della Repubblica degli stagisti con il bollino “Ok stage”. Facendo 250 euro per 38 la prima cifra che esce fuori è 9500 euro. Il costo minimo per l'adesione al certificato per il numero complessivo delle aziende aderenti. Oppure se facciamo 1000 euro per 38 la seconda cifra che esce fuori è 38.000 euro annui. La cifra massima per l'adesione al certificato per il numero totale delle aziende aderenti. Quindi tirando le somme La Repubblica degli stagisti di Eleonora Voltolina con il bollino Ok stage e la sua carta dei diritti dello stagista guadagnerebbe una cifra compresa tra 9500 euro – 38.000 euro annui. La cifra più realistica sembra quest'ultima visto che il costo del bollino dipenderebbe dalle dimensioni delle aziende secondo il sopracitato articolo di Panorama e alla luce dell'importanza delle aziende che hanno aderito a questo progetto.

 

 

A questo punto parafrasando il titolo dell'articolo di Panorama dobbiamo domandarci: Perchè le aziende per credere nei giovani avrebbero bisogno di un marchio o certificato? Ma c'è di più, la stessa carta dei diritti dello stagista non contiene nulla di rivoluzionario, se leggiamo attentamente i suoi punti. Per esempio l'articolo 6 prevede un rimborso spese di almeno 250 euro netti per diplomati e studenti universitari e almeno 500 netti mensili per laureati ecc Insomma una azienda arriverebbe a pagare fino a 1000 euro per garantire stage che prevederebbero almeno 250 euro o 500 euro di rimborso spese.

 

Più che tutela dei diritti dello stagista, parlerei più di business dei diritti dello stagista quello dell'iniziativa bollino Ok stage della Repubblica degli stagisti di Eleonora Voltolina. E non mi piace chi mescola diritti e business insieme . Credo che queste due sfere debbono essere completamente separate. Ma quello che ho voluto fare con questo articolo è soltanto scoperchiare il coperchio di una pentola molto più profonda.

 

 

 


settembre        novembre
in evidenza

29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

chi sono
generazionep
I libri per chiarelettere

I nuovi mostri
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

Italiopoli
Oliviero Beha





Scheda libro
Acquista online

prossimi appuntamenti
Tutti gli appuntamenti
archivio



Blog letto 1 volte
bacheca