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6 dicembre 2011

ELDA LANZA E SANDRO RUOTOLO ADERISCONO ALL'INIZIATIVA "NOI CI METTIAMO LA FACCIA!" A SOSTEGNO DELLA PETIZIONE STAGE GRATIS? NO, GRAZIE! di marco patruno

 

Continua l'iniziativa NOI CI METTIAMO LA FACCIA! a sostegno della petizione online STAGE GRATIS? NO, GRAZIE! promossa dal blog Generazione P. Già la scorsa settimana avevano aderito all'iniziativa numerosi professionisti come il critico televisivo Mariano Sabatini, la giornalista e scrittrice Antonella Appiano, la giornalista e inviata del programma“Piazza pulita” Francesca Nava e il regista Federico Rizzo.


 

http://www.petizionionline.it/petizione/stage-gratis-no-grazie/5547

link per partecipare alla petizione


Tra le nuove adesioni all'iniziativa segnalo quella di Elda Lanza, prima presentatrice della televisione italiana. La stessa Elda Lanza dedica alla petizione bellissime parole e anche di estrema saggezza rara di questi tempi.


Io ho firmato questa petizione perche' la ritengo giusta. In oltre trant'anni di agenzia (comunicazione d'impresa) di un lavoro che pochi conoscevano e per il quale non c'erano esami o studi particolari, io NON ho mai voluto stage gratuiti. Un grande statista americano un giorno mi ha detto: il lavoro gratis non vale niente. Brutto, ma vero. Diciamo basta a questo sopruso, persino cattivo perche' illude e da' speranze a chi non ne ha


Ringrazio Elda Lanza per queste parole. Per una signora che ha conosciuto persone straordinarie come Totò, Walter Chiari, Vittorio De Sica, Domenico Modugno e molti altri professionisti di questo calibro non si può che rimanere contenti e felici. Ma vi devo segnalare un altra importante adesione.


Quella del inossidabile “spalla” di Michele Santoro. Sandro Ruotolo. Anche lui ha deciso gentilmente di “prestare” la faccia all'iniziativa. Apprezzavo già il valore dell'uomo prima, ora ancora di più. Tuttavia spero un giorno di vederlo in un programma tutto suo.


All'iniziativa “NOI CI METTIAMO LA FACCIA” si rivolge a tutti quanti. Basta che mi mandate all'indirizzo generazionep@libero.it il vostro post it con la frase STAGE GRATIS? NO, GRAZIE! Col vostro nome e cognome e relativa professione. L'obiettivo dell'iniziativa e mobilitare lo stagista, il precario, l'operaio, il magazziniere, il pensionato, ma anche il manager e professionista contro questo mal costume dei stage gratuiti. Ma per far questo e ora che tutti noi “CI METTIAMO LA FACCIA!”






28 novembre 2011

NOI CI METTIAMO LA FACCIA! E DICIAMO BASTA AGLI STAGE GRATUITI di Marco Patruno

 



Antonella Appiano scrittrice e giornalista, Mariano Sabatini giornalista, critico televisivo e scrittore, la mitica e combattiva Francesca Nava giornalista e inviata del programma Piazza Pulita e Federico Rizzo regista del film Fuga dal call center sono alcuni dei professionisti che hanno aderito all'iniziativa Noi ci mettiamo la faccia! per dare il loro sostegno alla petizione online STAGE GRATIS? NO, GRAZIE! promossa da questo blog.




La petizione STAGE GRATIS? NO, GRAZIE! Chiede l'introduzione del principio di retribuzione minima per tutte le tipologie di stage e di tirocinio previste dall'ordinamento italiano. Per aderire alla petizione basta cliccare sul seguente link e firmare con il proprio nome e cognome. http://www.petizionionline.it/petizione/stage-gratis-no-grazie/5547 al compimento del raggiungimento di mille nominativi ripeto completi di nome e cognome, consegnerò questa lista accompagnata da una lettera di richieste all'attuale ministro del lavoro. Più siamo meglio è.


All'iniziativa Noi ci mettiamo la faccia! che accompagna la petizione possono aderire tutti quanti giovani precari, stagisti, pensionati, scrittori, operai metalmeccanici, studenti, impiegati...ecc Utilizzando questo semplice programma che crea postit gratuitamente http://wigflip.com/superstickies/ Dovete scrivere il titolo della petizione “Stage Gratis? No, grazie! Il vostro nome e cognome e la vostra professione. E mandarmi tutto a generazionep@libero.it mettendo come riferimento nell'oggetto dell'email “Io ci metto la faccia!”


L'iniziativa Noi Ci mettiamo la faccia! nasce con l'obiettivo di coinvolgere da una parte il mondo dei professionisti chiedendo loro di prendere una posizione sul problema dei stage gratuiti che assai spesso si trasformano in lavoro gratuito e dall'altra parte anche di riuscire a coinvolgere chi più o meno direttamente e colpito da questa devianza, direi degenerazione degli stage gratuiti.


Oggi credo che sia necessaria una sorta di alleanza tra chi opera nel settore della comunicazione, la società civile rappresentata da varie categorie di lavoratori e nel suo complesso e i giovani stagisti che spesso vivono in silenzio e incatenati dalla paura il periodo di stage o di tirocinio subendo diverse forme di abusi. E ora di cambiare. E ora di dire basta. E ora di metterci la faccia!







30 marzo 2011

LA STORIA DI M : PAGARE UN CORSO DI FORMAZIONE 250 EURO PER UNO STAGE NON RETRIBUITO PRESSO UNA CASA EDITRICE di Marco Patruno

  


Questa è la storia di una ragazza. La ragazza la chiameremo M così come è stata chiamata dal quotidiano abruzzese che la intervistata. M è una ragazza alla ricerca di una occupazione che durante la sua ricerca di lavoro si è imbattuta in una casa editrice poco seria. L'aspirante lavoratricemanda la sua candidatura spontanea a questa casa editrice. E dopo qualche tempo M viene contatta e gli viene fatta la seguente offerta.


Un corso di formazione per selezionare nuovo personale di redazione. Le tappe previste. Colloquio conoscitivo. Breve corso di formazione editoriale per un max di 15 persone. Selezione di n.8 persone per stage di tre mesi dopo il quale potrà essere formulata una proposta lavorativa per tre persone. Tra le posizioni vacanti ci sono sono. Revisore di bozze di stampa. Responsabile organizzazione eventi/rapporti con le librerie.


M viene invitata ad un colloquio conoscitivo per essere eventualmente selezionata al corso di formazione in questione. Ma nell'allegato inviato M si accorge di un particolare. Il corso di formazione costa 250 euro. M chiede alla signorina della casa editrice se lo stage fosse retribuito. La risposta è negativa. Lo stage non prevede alcuna retribuzione, nessuna facilitazione o rimborso spese come si dice in questi casi. M decide così di declinare la proposta che le viene fatta anche perchè non si capisce perchè lei che aveva bisogno di qualche spicciolo in tasca debba invece darli ad una casa editrice.


M non ha accettato di fare il colloquio conoscitivo. Ci sono tre particolari che mi incuriosiscono di questa storia. Il primo particolare. Il numero dei stagisti selezionati al termine del corso di formazione. Ben otto. Questo significa che la casa editrice in questione deve essere di medie o grandi dimensioni oppure non rispetta la proporzione tra dipendenti e stagisti previsti dalla normativa. Il secondo particolare. La vergogna di far pagare un corso di formazione per accedere poi ad uno stage non pagato, nemmeno ad un posto di lavoro. Il terzo particolare. Si tratta di una contraddizione. Una contraddizione che non riguarda soltanto la casa editrice in questione, ma tocca molte altre realtà imprenditoriali e si tratta di un punto che l'attuale dibattito sugli stage trascura o comunque non mette in luce.


La contraddizione è la seguente. Gli stage sono delle convenzioni e pertanto non sono dei contratti di lavoro. La natura giuridica degli stage è formativa tanto che viene previsto un progetto formativo. Lo stage è una formazione sul campo sostanzialmente. Allora sorge una domanda spontanea. Perché cacchio devo fare un corso di formazione prima di uno stage che si tratta a sua volta di un rapporto formativo che io stagista instauro con l'ente ospitante? Evidentemente ci troviamo davanti ad una formazione inflazionata. Oggi i giovani italiani vengono ampiamente abusati dalla formazione.


Per quanto riguarda la casa editrice, il giornale abruzzese non riporta il suo nome. Gli unici due indizi che vengono riportati sono i seguenti. 1) indizio. xxxxxxxx Edizioni Srl 2) indizio. Si tratterebbe una casa editrice tanto cara alle “intellighenzie post-sessantottine e radical chic”

Sta di fatto che la Ragazza M non accettato neppure di fare un colloquio conoscitivo, ma quanti altre /i M, A, B, C, D ecc avrebbero accettato al suo posto?


Non dimenticare di firmare la sottoscrizione di Generazione P http://generazionep.ilcannocchiale.it/post/2611772.html


novembre        gennaio
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