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27 ottobre 2011

BUFERA SUL PD: STAGISTI CHE DEVONO AVERE UNA GENERALE CONDIVISIONE DELLE IDEE DEL PARTITO di Marco Patruno

 

Per informazioni e per raccontare la tua storia puoi scrivermi a generazionep@libero.it

Una delle notizie segnalate da una mia lettrice è che il Pd cercherebbe dei grafici – creativi dove è previsto un rimborso spese di 400 euro. Il team sarebbe composto da un gruppo di ragazzi di età non superiore a 27 anni e che dovranno svolgerebbe questo stage presso la sede nazionale del Pd in via Sant'Andrea delle Fratte. Oltretutto nell'annuncio c'è un particolare non cosi' insignificante: LO STAGISTA/I dovranno avere interesse per le tematiche sociali e politiche ma devono“ AVERE UNA GENERALE CONDIVISIONE DELLE IDEE DEL PARTITO.”


 


 

Ecco. Quest'ultimo particolare è quello che mi ha suscitato la maggior indignazione. Ammettiamo che io sia un giovane neo-laureato aspirante stagista, ma simpatizzo per esempio per il popolo delle libertà o i radicali (non è vero, ma ammettiamo) significa che io all'interno del PD non potrò mai fare uno stage o lavorare? Questo per me non è il massimo della democraticità. Stiamo parlando di lavoratori/stagisti o di militanti di partito?


 

Oltretutto ho letto che la bacheca del Pd è stata inondata dalle critiche e queste critiche sono state cancellate. Perché tutte le volte abbiamo questo vizio di cancellare le voci critiche, il dissenso? Il senso profondo della partecipazione è proprio questo. Confronto che significa anche dialettica, critica e perché no voci diverse. Questa è partecipazione, pluralismo.


 

Certo essere stagisti significa tante altre cose che spesso non diciamo esplicitamente. Le diamo per scontate. Significa non avere un contratto subito, significa rimanere con lo stato di disoccupazione, significa rimandare un lavoro che ci permetta di maturare la nostra pensione futura. Ma la nostra visione è talmente appiattita sul presente che siamo capaci di dire:


 

Una frase del tipo “per me 400 euro sono comodi e mi permettono di mantenermi a Roma.” Quindi arriviamo a difendere l'indifendibile. Diventiamo “avvocati” della disperazione o della sopravvivenza e ci aggrappiamo alle illusioni. C'è molta strada da fare in Italia per la tutela dei giovani e la bufera che ha coinvolto il PD è l'esempio più lampante.


 


 


 


 


 


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tag: pdstagisti
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26 maggio 2011

“PIER LUIGI BERSANI CI RIVOLGIAMO A LEI AFFINCHE' LA NOSTRA DIGNITA' DI LAVORATORI VENGA TUTELATA” - LETTERA APERTA DEI PRECARI FESTA SRL - GRUPPO SNAI di Marco Patruno

  

I lavoratori precari della Festa Srl (Gruppo Snai) si sono rivolti a Generazione P per rivolgere un appello al segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani affinché possa intervenire per tutelare la loro dignità di lavoratori minata a seguito dei nuovi accordi siglati dalla loro società. Per ulteriori testimonianze o repliche dei soggetti interessati possono scrivermi all'indirizzo generazionep@libero.it

Gent.le Segretario,

Le scriviamo perché anche noi, come lei, crediamo che senza lavoro non c’è piena cittadinanza, népiena dignità della persona in quanto il lavoro non è solo produzione, ma anche rete di relazioni,dimensione psicologica, progetto e speranza: è la parte di possibilità che ciascuno di noi ha di
trasformare il mondo in cui vive.
Per questo le raccontiamo la nostra storia. Siamo un gruppo di lavoratori di Roma, della societàFesta Srl del Gruppo Snai, leader in Italia nel mercato dei giochi e delle scommesse. Festa si occupa di attività di call center, ha una sede a Lucca dove svolge attività di inbound e due sedi a Roma per l’outbound. Solo per le sedi romane di Tor Pagnotta e Bufalotta, la società ha discusso e sottoscritto con il solo sindacato della Fistel – Cisl un accordo aziendale, che sostituisce di fatto tutti i contratti in essere con i propri dipendenti (Ccnl commercio per i dipendenti Festa e Ccnl Telecomunicazione per i dipendenti Faste – società 100% Festa). La Cisl, è importante dirlo, non aveva alcun mandato al momento della firma dell’accordo, non avendo al 23 marzo 2011 alcun iscritto in azienda. Mentre, invece la Filcams Cgil che aveva proprie Rsa in azienda, benchè lo
avesse richiesto, non è stata proprio invitata al tavolo della discussione.
Nella premessa dell’accordo leggiamo che Fistel Cisl e Festa Srl si propongono di migliorare lecondizioni dei collaboratori a progetto. Il nuovo accordo aziendale, a guardarlo bene, è il solito pacco vuoto. Meno di un anno fa, l’azienda ha diminuito la paga dei cosiddetti “contatti utili” (le telefonate chiuse definitivamente a seguito di
una conversazione) da 6 a 4 euro. Ovviamente, sono importi lordi.
Le nuove paghe contenute nell’accordo sono calcolate in base alla sostenibilità aziendale, che non si sposa di certo con la sostenibilità degli operatori. L’azienda può assumere tutti con un contratto part – time per assicurarsi un basso costo del personale e non pagare nessuno straordinario, ma solo ore “supplementari”. La nuova paga è costituita da una fisso di 400 euro lorde e una variabile che viene assegnata solo a chi raggiunge gli obiettivi stabiliti dall’azienda. Obiettivi che vengono calcolati sul mese di attività, e che non
vengono riparametrati in caso di malattia o ferie, rendendone di fatto impossibile il raggiungimento.
Tutto questo non è in contrasto con la nostra Carta Costituzionale che invece si preoccupa di
tutelare il lavoratore da simili abusi? Pur essendo stato studiato accuratamente per “regolamentare” un’attività esclusivamente telefonica outbound, questo accordo però lo hanno proposto anche a noi con un contratto a tempo indeterminato regolato dal Ccnl del Commercio. Cosa c’entriamo noi? Eppure chi ha deciso, legittimamente, di non firmare, è stato posto prima in un regime di ferie forzate (in un periodo temporale in contrasto con quanto disposto dalla legge) e poi inviato in trasferta a Lucca con la promessa” del trasferimento definitivo nella sede toscana dell’azienda, a partire da settembre. Per la trasferta Festa non ha tenuto nulla in considerazione, neppure che nel gruppo vi fosse una mamma in periodo di allattamento (che ha dovuto lasciare a Roma il proprio bambino) e due persone sotto il regime della legge 104/92 che dovevano assistere dei familiari invalidi. Senza contare che una volta a Lucca, ci hanno messo a fare lavoretti da ragazzi di bottega, dequalificando
le nostra mansioni. Senza quella firma è iniziato per noi un vero e proprio calvario.
Poi ci sono i lavoratori di Faste ; e per loro la minaccia è la chiusura della società e il licenziamento. Possono sempre però essere assunti a Festa con il nuovo accordo e perdere il loro attuale Ccnl telecomunicazioni. Il contenuto dell’accordo che ci è stato consigliato di firmare è ben lontano dal principio dell’art. 36 della Costituzione che detta che “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

A nostro avviso, sono accordi come questi che mirano a modificare la Costituzione svilendone e
svuotando di ogni significato i valori che vi sono affermati e sono provvedimenti come quelli applicati dall’azienda, che abbattono giorno dopo giorno la dignità ed il rispetto che dovrebbero essere alla base di ogni rapporto lavorativo. Si sta modificando la nostra Carta fondamentale senza passare per il Parlamento e si stanno demolendo con questi piccoli accordi aziendali, che all’apparenza sembrano innocui e circoscritti, decine di anni di lotte sindacali e persino lo Statuto dei diritti dei lavoratori.

A lei, Segretario e a tutti quei parlamentari che si sono spesi in nostro favore in questi giorni, con dichiarazioni di vicinanza e condanna per l’atteggiamento della Festa Snai, chiediamo a questo punto un aiuto concreto, non dettato dalle ragioni di “partito” ma dal buon senso. La nostra non è una battaglia aziendale, bensì una riscossa sociale contro tutti gli abusi dei padroni, che sempre più spesso considerano i lavoratori delle merci e non delle persone. Ci spieghi e ci aiuti a comprendere concretamente quella sua frase che dice “l’interrelazione tra diritto del lavoro e diritti di cittadinanza è l’orizzonte nuovo della politica”. Il lavoro è per tanti cittadini come noi la “Nostra buona ragione” e speriamo in un suo intervento perché non si debbano più vivere situazioni come quelle che stiamo vivendo noi.


In attesa di un suo riscontro


lettera firmata


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