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26 ottobre 2011

LAUREATO DA PIU' DI 12 MESI ? NON CI INTERESSI. COLPA DELLA NORMA O DELLA RIGIDITA' DELL'AZIENDA?

 

Un noto sito di giovani pubblica la notizia di un ragazzo che non ha potuto fare il proprio stage perchè avrebbe superato i 12 mesi dalla laurea. L'azienda gli avrebbe risposto: “non ci interessi.” Lo spirito dell'articolo è chiaro: “il ragazzo non ha potuto fare lo stage tanto desiderato per colpa delle famose disposizioni legislative in materia di tirocini per colpa della manovra di governo di ferragosto.


Vorrei far riflettere i miei lettori e la direttrice di questa testata su un punto. Da molto tempo i giovani italiani vengono bombardati quotidianamente da una parola. Flessibilità. Nel bene o nel male questa parola è entrata nelle nostre vite e sta segnando i nostri destini. Tuttavia mi sembra che questa flessibilità sia una delle più grandi bugie e inganni di quest'ultimo decennio perché essa è una “regola” un “imperativo” da seguire per i lavoratori, ma non lo è altrettanto per le aziende. Mi spiego meglio.

Se fossi una azienda è mi trovo di fronte ad una ragazza o un ragazzo che ha un curriculum di studi eccellenti, che ha superato brillantemente eventuali test ecc, è possibile che questa ragazza o ragazzo io azienda non lo/la assumo perché ha superato i 12 mesi dalla laurea? Alla faccia della flessibilità! Questa è rigidità allo stato puro quello mostrato dalla azienda. Quindi la domanda che faccio ai miei lettori e al direttore di questa testata giornalistica è. La colpa è della norma, della manovra di ferragosto oppure dell'eccessiva rigidità mostrata dall'azienda?


 Volevo, inoltre, sottolineare alla direttrice di questa testata che questi problemi e drammi succedevano anche prima quando il periodo utile per fare uno stage erano 18 mesi dalla laurea. Per esempio il sottoscritto, alcuni anni fa, fu selezionato tra un gruppo di giovani per fare uno stage presso un importate ente universitario, ma fu poi successivamente scartato perché i 18 mesi erano scaduti.


 Non ho mai ritenuto che la colpa fosse della normativa sugli stage, per il quale ritengo debba essere modificata, ma che la colpa fosse piuttosto dell'ente in questione che per altro mi poteva benissimo farmi un contratto. Quindi, parliamo tanto di flessibilità, questa parola ci esce dalla bocca e ci entra nelle orecchie in un ritmo frenetico e incessante. Bene. Questa flessibilità non la facciamo valere soltanto per i giovani italiani, facciamola valere anche per le aziende.


11 ottobre 2011

GENERAZIONE P AL CIRCOLO DEI LETTORI

 

 

Cari amici, martedì 18 ottobre, ore 18 mi trovate all'incontro “Generazione P” che si svolgerà presso il CIRCOLO DEI LETTORI DI TORINO (SALA MUSICA). L'ingresso è libero e siete fin da ora tutti invitati. L'ingresso sarà moderato dallo scrittore Andrea Bajani.


 


 

Quattro giovani trentenni si confronteranno su un tema di stretta attualità. I mutamenti che stanno attraversando e scuotendo il mercato del lavoro e che pongono una serie di interrogativi sulla attuale condizione giovanile. La Generazione P (come precaria) che, attraverso la testimonianza, la denuncia e le proteste rivendica legittimamente dignità di salari e diritti, ma anche una Generazione P (come proposte) che cerca di avanzare e di suggerire idee e proposte ai nostri governanti per cercare di migliorare la vita di questi stessi giovani. A parlare di questi temi, partendo dall’analisi sul mondo del lavoro fino ad arrivare ad esperienze anche personali, saranno: Benedetta Cosmi, giornalista e scrittrice, Cristina Maccarrone, giornalista, Marco Patruno, blogger ed Erica Vagliengo, giornalista e scrittrice.


 

L'incontro sarà accompagnato dalla recitazione di quattro brevi testi, tratti dai libri:

La fortuna non esiste di Mario Calabresi (direttore de La Stampa)

Cordiali saluti di Andrea Bajani (scrittore e giornalista)

Versi d’impegno e di riflessioneil Ragazzo telefono di Marco Patruno

Voglio scrivere per Vanity Fair di Emma Travet

Non siamo figli contro-figure di Benedetta Cosmi.


 

I bravi verranno recitati dall'attrice Lia Bianco.


 

Ringrazio tutti coloro che saranno presenti all'appuntamento sarà un occasione per conoscerci meglio.


 

Grazie Marco Patruno


 


 


21 settembre 2011

ECCO LA MAPPA DEGLI STAGE/TIROCINI- IL MERCATO DEL LAVORO DEL NON LAVORO di Marco Patruno

 

In un mio precedente articolo ho avanzato l'ipotesi che lo “stagismo di massa” rischia di essere la terza fase dell'involuzione del mercato del lavoro italiano. Il primo stadio contratto a tempo indeterminato – lavoro fisso secondo stadio contratti a termine/atipici applicati ad un numero crescente di persone. Terzo stadio stage – convenzioni come base di un nuovo ordinamento. Una ipotesi non campata all'aria quando ci addentriamo nelle varie tipologie di Stage/Tirocini previsti dal nostro ordinamento.


Il sole 24 ore ha pubblicato una interessante mappa sui vari tirocini /stage previsti allo stato attuale che vi riporto qui di seguito. Vediamoli da vicini. Qui trovate il link della fonte http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-09-14/tirocinio-disoccupati-limite-mesi-080024.shtml



TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO


Tirocini finalizzati ad agevolare le scelte professionali e l'occupabilità dei giovani nella fase di transizione dalla scuola al lavoro mediante la formazione in ambiente produttivo e una conoscenza diretta del mercato del lavoro. Destinatati. Neodiplomati e neolaureati. Durata massima sei mesi, attivabili entro e non oltre i 12 mesi dal diploma e dalla laurea.


TIROCINI DI REINSERIMENTO /INSERIMENTO AL LAVORO


Disoccupati, inoccupati e lavoratori in mobilità. Rinvio alla normativa regionale – Durata massima 6 mesi (Riferimento normativo DM 25 marzo 1998, n142).


TIROCINI CON /PER CATEGORIE DISAGIATE


Disabili, invalidi psichici/fisici e sensoriali, soggetti trattamento psichiatrico, tossico dipendenti, alcolisti e detenuti, Immigrati, ulteriori categorie di soggetti svantaggiate individuati da regioni e dalle province. Rinvio alla normativa regionale o alle norme speciali (legge 68/1999)


TIROCINI CURRICULARI


Tirocini inclusi nei piani di studio delle università e degli istituti scolastici la cui finalità sia quella di affinare il processo di apprendimento e di formazione con una modalità di alternanza. Destinatari studenti (compresi gli iscritti ai master universitari e ai corsi di dottorato ) studenti di scuola secondaria superiore. Allievi di istituti professionali e di corsi di formazione iscritti al corso di studio e di formazione. Promozione del tirocinio da parte di una Università e di un centro di formazione professionale convenzionato. Svolgimento del tirocinio all'interno del periodo di frequenza del corso.


Ho voluto riportare questa “mappa” affinché i miei lettori possano farsi una idea chiara e precisa sul ampio spettro di applicabilità dei stage/tirocini in Italia. In pratica e potenzialmente gli stage e tirocini sono applicabili a quasi l'intera popolazione italiana. Ogni anno gli stage/tirocini attivati danno vita ad una sorta di mercato del lavoro del non lavoro. Mercato del lavoro perchè gli stage e tirocini danno lavoro a molti consulenti che si occupano dei c.d. Colloqui diagnostici, a società di ricerca e selezione che si occupano della fase operativa. Non lavoro perché gli stage/tirocini formalmente e in teoria non sono dei contratti , ma sono un periodo di formazione sul campo dove il soggetto mantiene il suo stato di disoccupato.


Da questa mappa possiamo renderci conto che stage e tirocini vengono applicati non solo ai giovani, ma anche a soggetti più anziani che hanno bisogno di essere ricollocati sul mercato del lavoro. Quindi anche a ultra trentenni, quarantenni e cinquantenni. Quindi, vi dovete immaginare questi soggetti che hanno una certa età, duramente provati da un periodo di disoccupazione più o meno lungo dove una signorina carina e sorridente prospetta a queste persone la possibilità di fare un tirocinio di tre o sei mesi con un rimborso spese che si aggira intorno a 250 o 500 lordi mensili nel ipotesi migliore. Pensate che bello dopo un anno o due disoccupazione ti propongono altra disoccupazione in cambio.

In Francia, il leader dei socialisti francesi ha proposto in tv perfino l'abolizione degli stage rivolti a laureati. In Italia una proposta di questo tipo sarebbe impensabile, una provocazione fuori dalla comprensione umana. Anche perché andresti a colpire il cuore di un business che ogni anno si sta diffondendo rapidamente e senza controllo nell'economia italiana


Sei uno stagista e/o un precario vuoi raccontare la tua storia? Mandami una e-mail a generazionep@libero.it


Ti sono piaciuti i contenuti di questo articolo? Le idee espresse dal suo autore? Contribuisci alla diffusione e crescita di questo blog citandolo sui social network o dove vuoi tu. Diversamente, se le idee e i contenuti di questo blog ti sono piaciuti ma non lo citi contribuisci alla sua sepoltura e fine.


Grazie Marco Patruno


http://generazionep.ilcannocchiale.it/2011/09/19/martine_aubry_bisogna_abolire.htm


Partecipa al sondaggio “Percezione degli stage in Italia” hai tempo fino il 26 settembre

http://www.surveymonkey.com/Home_Landing.aspx


8 giugno 2011

GENERAZIONE P LANCIA L'INIZIATIVA “GENERAZIONE TALENTO”



Il blog Generazione P lancia l'iniziativa “GENERAZIONE TALENTO.” L'iniziativa è rivolta a tutti i giovani o coloro che si sentono giovani e che hanno una idea o realizzato un progetto e/o una ricerca. Le idee, i progetti e le ricerche possono essere presentati singolarmente o in gruppi di lavoro di massimo tre persone e debbano rientrare in una delle cinque aree tematiche qui di seguito specificate o anche in più di una. A) Rete/network – Media B) Ambiente C) Cultura D) Società civile, lavoro e rispetto tra culture F) Medicina.


Le idee, i progetti e/o le ricerche con titolo e una descrizione di massimo trenta righe contenente anche i potenziali ed eventuali benefici di quest'ultimi sulle persone devono essere inviati a generazionep@libero.it in allegato un breve presentazione di cinque righe del partecipante o dei partecipanti contenente il nominativo e un indirizzo e-mail per eventuali contatti.


Le idee, i progetti e/o le ricerche migliori verranno pubblicati e promossi attraverso il blog Generazione P e canali come Facebook e Twitter e posti all'attenzione di centinaia di lettori giornalieri. L'obiettivo dell'iniziativa è quello di offrire a giovani di talento una “vetrina.” Di mostrare le loro idee e le loro ricerche.


In un paese dove gli spazi per mostrare il proprio talento sono pochi, dove la “fuga dei cervelli” è una realtà significativa, questo blog vuole offrire uno spazio per questi talenti che per un motivo o per un altro hanno scelto di rimanere in Italia. Talenti che spesso combattono la loro battaglia silenziosa e anonima tra precariato e tagli, ma questo blog intende anche ribadire che non è vero che i giovani sono rassegnati, che si “piangono” addosso e ora di dire basta e dimostrare che non è cosi!


L'iniziativa non ha un termine finale prefissato e la sua durata dipenderà dal suo riscontro. La scelta delle idee da pubblicare sarà a discrezione dell'autore di questo blog. Possibili iniziative ed eventi legati a “GENERAZIONE TALENTO” potrebbero seguire in futuro e questo regolamento potrebbe subire eventuali modifiche .


IMPORTANTE. Il blog Generazione P non riceve alcuna forma di finanziamento pubblico o privato. L'iniziativa “GENERAZIONE TALENTO” vuole essere semplicemente una vetrina per i talenti ricercatori e non

 
Che cosa aspetti? aderisci al gruppo “GENERAZIONE TALENTO”

http://www.facebook.com/home.php?sk=group_228648123811876&ref=ts


Il blog Generazione P ringrazia anticipatamente tutti coloro che diffonderanno l'iniziativa in questione.






 




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12 aprile 2011

QUANTI SONO GLI STAGISTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE? INTERROGAZIONE PARLAMENTARE AL MINISTRO RENATO BRUNETTA.

  

La deputata Pd Donella Mattesini insieme ad un gruppo di deputati ha presentato il 7 aprile una interrogazione parlamentare al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione Renato Brunetta. Dove si chiede di rilevare i dati sulla quantità di stagisti presenti nella pubblica amministrazione nel suo complesso e a “livello” di singole amministrazioni al fine di “conoscere e monitorare” il fenomeno.


Attualmente sembra che gli unici dati disponibili sull'impiego degli stagisti riguarda esclusivamente il settore privato che in Italia ospita quasi 500.000 mila stagisti l'anno. Oltretutto solo raramente gli stage porterebbero ad una successiva assunzione. 45.000 sono, invece, i giovani che lasciano, o meglio, fuggono dall'Italia per trovare fortuna all'estero secondo i dati di Confimprese e Anagrafe Italiani all'estero.


Inoltre, bisogna aggiungere. Che questi dati sugli stagisti non tengono conto dell' estensione e radicamento effettivo del “fenomeno stage” nella nostra economia per vari motivi. Il primo motivo è quello indicato nell'interrogazione parlamentare. Ma va detto, inoltre, che questi dati si riferiscono principalmente alla popolazione giovanile. Non mi risulta che prendono in considerazione anche gli stagisti impiegati dai centri per l'impiego tramite bandi di inserimento occupazionale rivolti a soggetti a lunga disoccupazione. Dove gli stagisti non sono soltanto giovani, ma anche soggetti di mezza età e più vicini all'età pensionabile. Quindi essere stagisti non equivale sempre ad essere giovani.


Proprio per questo motivo il presente blog tramite “Il Manifesto dei diritti dello Stagista – idee per un cambiamento” ha avanzato una proposte in merito. Al punto 11 viene proposto il Divieto assoluto dell'applicabilità dello stage per soggetti di età superiore a 30 anni e per soggetti a lunga disoccupazione. Per questi casi, bisogna applicare sempre e comunque dei contratti di lavoro per i contributi previdenziali e l'immagine curricolare del soggetto...” poiché rischiamo di danneggiare il soggetto piuttosto che aiutarlo. Di “sancire” il suo stato di disoccupazione piuttosto che risolvere questa sua drammatica condizione.http://www.facebook.com/home.php#!/home.php?sk=group_182318161814889
 

Inoltre, il blog Generazione P ritiene opportuno non soltanto un rilevamento quantitativo degli stage, ma anche la necessità di un rilevamento qualitativo. Infatti, Il manifesto dei diritti dello stagista – idee per un cambiamento propone al punto 5 che si faccia un“indagine nazionale e annuale sull'efficacia degli stage e il grado di gradimento di questo strumento a livello ministeriale” http://www.facebook.com/home.php#!/home.php?sk=group_182318161814889




6 aprile 2011

LA PROPOSTA DI UNA LETTRICE: UN BOLLINO CHE IDENTIFICA LE AZIENDE VIRTUOSE CHE OSPITANO GLI STAGISTI MA DI NATURA PUBBLICA?

  

Dopo la pubblicazione del “manifesto dei diritti dello stagista – idee per un cambiamento” mi stanno arrivando diverse lettere di complimenti. Ringrazio i miei lettori e vi chiedo scusa in anticipo se non vi posso ringraziare uno ad uno. Tutti coloro che sono d'accordo con i punti del manifesto possono iscriversi al gruppo ufficiale su facebook. http://www.facebook.com/login/setashome.php?ref=home#!/home.php?sk=group_182318161814889 .


In questo articolo volevo porre all'attenzione dei lettori una idea che mi è stata avanzata da una lettriceCiao Marco perchè non affidare al ministero della gioventù, del lavoro o ad un ente pubblico l'eventuale bollino o certificazione che identifica le aziende virtuose con gli stagisti e si impegnano a rispettare una serie di prescrizioni e diritti a tutela della dignità dei giovani? Vorrei che questa idea facesse parte del tuo manifesto e complimenti per il lavoro che svolgi con passione e costanza”


Dopo la proposta della mia lettrice. Ho deciso di sottoporre l'idea all'attenzione dei miei lettori tramite un piccolo sondaggio. La domanda del sondaggio era. Che cosa ne pensate di un certificato che sancisca la virtuosità delle aziende ospitanti gli stagisti se venisse rilasciato gratuitamente da un ente pubblico? Il risultato si è concluso in perfetta parità. Il 50% si è espresso in maniera favorevole

e il 50% in maniera contraria.


L'aspetto più interessante che emerge è una certa dose di diffidenza o poca fiducia dei lettori verso le strutture pubbliche. Riporto qui alcuni commenti. Vera scrive : “ direi che le strutture pubbliche sono le prime a campare sugli stagisti sfruttati e sottopagati, per cui non ci sarebbe da fidarsi.....”Caterina “io non mi fido moltissimo.”


Ora che è terminato il sondaggio posso esprimermi e rispondere alla mia lettrice. Ti dico la verità. L'idea che ci sia un bollino, un certificato o qualcosa del genere che identifichi, che certifichi ed evidenzi che una data azienda si comporta bene con gli stagisti non mi ha mai entusiasmato fino in fondo. E chi mi conosce sa benissimo che non ne ho mai fatto un mistero. Perché credo che una azienda si debba comportare bene con gli stagisti a prescindere da un bollino o un certificato e questo a prescindere se il bollino viene rilasciato da un ente pubblico o privato. Poi come si dice: “non è l'abito che fa il monaco.” Non è un bollino che ti schiaffano sulla fronte che ci basta dire “ok ora tu rispetti gli stagisti.”


Credo che l'idea del bollino o certificato sia molto problematica già di per sè, una problematicità che a mio avviso aumenta se questa venisse gestita da una società privata che ha come naturale fine il perseguimento del profitto. Pur se è vero che le finalità perseguite da un ente pubblico sono diverse da quelle di un ente di natura privata.


Quindi ringrazio la mia lettrice per la proposta. Ma l'idea del bollino che certifica la virtuosità delle aziende ospitanti gli stagisti non può far parte del “manifesto dei diritti dello stagista-idee per un cambiamento.” Tutti i lettori che vogliono mandarmi le loro idee possono scrivermi a generazionep@libero.it verranno tutte attentamente valutate. Tutti i privati, le associazioni ecc che vogliono aderire al manifesto possono mandarmi la loro adesione tramite la stessa e-mail indicandomi il loro sito internet oppure la professione e/o sito internet nel caso dei privati.






5 aprile 2011

GIOVANI E STRESS SUL LAVORO: UNA RICERCA DELL'IRES di Marco Patruno

  

La rivista Walk on Job www.walkonjob.it ha riportato nei giorni scorsi una ricerca molto interessante condotta dall' Ires – Istituto delle ricerche economico e sociali e finanziata dal Ministero del lavoro. Dalla ricerca “Tra rischi sociali e per la salute. Le condizioni di lavoro dei giovani” emerge un quadro poco idilliaco e preoccupante della situazione dei giovani nel mondo del lavoro. Il dato che emerge più tutti è il seguente.


I giovani sotto i 35 anni che sono riusciti a conquistarsi una occupazione non si sentono né tutelati e tanto meno sicuri sul lavoro. Questa condizione di permanente insicurezza porterebbe ad una serie di complicazioni sui soggetti. I sintomi vanno da malesseri fisici e psicologici, depressione e molti altri sintomi che rischiano di compromettere la salute dei giovani e favorire il verificarsi di incidenti sul lavoro.


La ricerca dell' Ires condotta su un campione di oltre 1000 giovani tramite interviste telefoniche evidenzia un altro aspetto interessante. Il rapporto che si instaura tra i giovani e il lavoro, o meglio la percezione giovanile della realtà lavorativa. Il lavoro non viene visto come “mezzo” di emancipazione individuale, ma come “mezzo” di sottomissione e soffocamento della propria autotomia individuale.


Quindi i giovani verrebbero in qualche modo “schiacciati” dalla realtà lavorativa. I ritmi frenetici che coinvolgono sia i giovani che svolgono lavori manuali che lavori intellettuali favorirebbe questa situazione. Infatti, il 48% del campione dichiara di lavorare secondo scadenze prefissate e rigide. Il risultato di questo rapporto “malato” tra i giovani e la realtà lavorativa causerebbe al 34, 4% dei giovani del campione insonnia, depressione e stress, invece al 30, 4 dei giovani il mal di schiena.


I dati dalla ricerca Ires – Ministero del lavoro riportati dalla rivista Walk on Job non vanno trascurati. Soprattutto se pensiamo che i soggetti coinvolti nell'inchiesta sono giovani sotto i 35 anni che devono lavorare ancora molti anni prima dell'ottenimento della sospirata pensione. Ma va anche detto che la manifestazione di tali sintomi debbono essere un allarme per la salute futura della persona.


Altre informazioni sull'argomento le trovate nel seguente link http://www.walkonjob.it/articoli/905-news-3/379-lavoro-e-giovani-gli-under-35-piu-stressati-ansiosi-ed-esposti-al-rischio-infortuni-secondo-unindagine-ires







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