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31 ottobre 2011

LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI PROMUOVE STAGE QUASI GRATUITI di Marco Patruno

 

La Presidenza del consiglio dei ministri ha indetto una selezione per titoli per giovani neo-laureati. La proposta è un tirocinio da svolgersi presso i propri dipartimenti della durata di 6 mesi. La domanda che sorge spontanea è: il tirocinio è retribuito? La risposta e si, ma allo stesso tempo no. Infatti sul bando troviamo scritto: “Compatibilmente con le risorse stanziate dall'amministrazione, è previsto un rimborso spese mensile di 350 euro per i tirocinanti residenti fuori Roma e provincia e di 250 euro per tirocinanti residenti a Roma e provincia.”


 

Questo significa che l'erogazione del misero rimborso spese per i tirocinanti dipende dalla disponibilità delle risorse della suddetta amministrazione. Quindi se mancano queste risorse i tirocini saranno a titolo gratuito. Va però detto che hai tirocinanti è previsto l'accesso alla mensa del Consiglio dei ministri alle medesime condizioni previste per il personale.


 

Ma che cosa significa la frase “alle medesime condizioni previste per il personale?” I giovani tirocinanti avranno diritto ad un ticket? oppure dovranno pagarsi da mangiare pur se ad un prezzo scontato? In quest'ultima ipotesi significa che anche la dove venisse riconosciuto un rimborso spese di 250 – 350 euro al tirocinante questo è destinato a ridursi drasticamente.


 

E bene ricordare a tutti gli aspiranti tirocinanti per evitare che si creano delle falsi illusioni che “il tirocinio non può dar luogo in alcun modo e a nessun effetto configurarsi come rapporto di lavoro o a pretese di compensi o ad aspettative di futuri rapporti lavorativi inoltre non sono configurabili pretese del tirocinante in ordine ai contenuti, alle modalità ed ai risultati del tirocinio o in ordine alle spese ed agli eventuali inconvenienti che esso potrebbe comportare a carico del tirocinante.”


 

La Presidenza del consiglio dei ministri promuove dei tirocini se no gratuiti, quasi gratuiti. Molti punti e regole del bando sembrano rivolgersi no a dei giovani laureati che dovranno essere i lavoratori del futuro, ma a dei schiavi che non possono pretendere nulla. Bene se dalla Presidenza del consiglio debbono partire delle politiche di sviluppo e di promozione del lavoro giovanile in questo paese, questa è la triste risposta.


7 gennaio 2011

SCANDALO REGIONE SICILIA: BANDO PER 8400 STAGISTI PER UN ANNO di Marco Patruno

  

La Regione Sicilia pubblica un bando Scioccante rivolto a 8400 persone da impiegare come stagisti per un anno a 500 euro al mese. Il costo è di 6,5 milioni di euro, fondi destinati a enti, associazioni e fondazioni no profit col compito di selezionare i candidati da inviare poi nelle aziende per mansioni ancora da stabilire. Questo scandalo che coinvolge il governo di Raffaele Lombardo travolto dalle critiche delle principali organizzazioni sindacali e di alcuni esponenti politici ci porta a fare alcuni riflessioni

Come dissi qualche tempo fa, gli stage sono diventati una forma di post-precariato, una involuzione del precariato classico. La differenza di questo precariato è che esso assume “la maschera ” gentile e gradevole della formazione e i rapporti tra i soggetti e le aziende ospitanti non si configurano mai come lavorativi. Non abbiamo la frammentazione del lavoro come nel precariato classico, ma addirittura la sua distruzione.

Continuando di questo passo, il lavoratore diventa una specie in via di estinzione o addirittura estinta. Leggeremo e giungeremo a conoscenza di questa figura mitica nei libri di storia, e i nostri figli e nipoti non avranno ricordi diretti. I nostri discendenti conosceranno principalmente due parole “stage” e “stagisti.” . Queste due parole diventeranno parte integrante e disintegrante delle nostre vite.

Il caso dello scandalo dei 8400 stagisti della Regione Sicilia sono la normalità di una vergogna. Una vergogna che in questo caso coinvolge un numero impressionante di destini, in altri casi passa inosservata e viene del tutto ignorata. Non dimentichiamoci, che diversi centri per l'impiego italiani ogni anno promuovono bandi che si rivolgono a centinaia di persone a lunga disoccupazione proponendo corsi di formazione e stage.

L'abuso che viene fatto dello stage e degli stagisti è un fenomeno nazionale, no localistico. Quindi dovremmo spolverare i nostri pensieri da luoghi comuni e pensieri che coinvolgono il meridione. Con il bando della Regione Sicilia abbiamo toccato il punto più basso dell'abuso ? Non credo, ci sarà ancora tanto da scavare. Ovviamente è necessario che nasca in Italia un serio e trasparente dibattito pubblico.

Lo scandalo dei 8400 stagisti della Regione Sicilia deve essere una sorta di trampolino di lancio per riflettere su questo tema. Una riflessione che coinvolga le varie parti sociali. Un tema che non deve essere visto come inutile, accessorio o visto come una inutile perdita di tempo. Perchè come vi ho detto: ormai gli stage sono diventati una nuova forma di precariato che coinvolge un numero sempre più crescente di persone. Giovani e meno giovani.


















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