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4 novembre 2011

IL MANIFESTO DEI DIRITTI DELLO STAGISTA: PER CHI VUOLE CAMBIARE

 


 

Ripropongo sulle pagine di questo blog “Il MANIFESTO DEI DIRITTI DELLO STAGISTA” una manifesto di idee da me elaborato per chiedere alla politica e ai politici una riforma seria degli stage e un sostanziale cambiamento per migliaia di stagisti. Il manifesto può essere sottoscritto dai singoli cittadini, ma anche da associazioni e sindacati interessati al manifesto scrivendomi a generazionep@libero.it


 

1) lo stagista è il lavoratore del domani.

Lo stagista non è soltanto un soggetto da formare e ospite di una società, ma è prima di tutto il lavoratore del domani.

2) Retribuzione a tutti gli stagisti italiani, basta rimborsi spese e facilitazioni.

Obbligo di retribuzione a tutti gli stagisti italiani senza distinzione di età, scolarità e località geografica. Superamento dei concetti di rimborsi spese, facilitazioni, borse di studio e introduzione del concetto di stipendio a livello legislativo.

3) Costituzione di un osservatorio sugli stage.

Istituzione di un osservatorio sugli stage formato dalle principali sigle sindacali. Il compitodell’osservatorio dovrà essere quello di un punto di ascolto attivo per tutti i giovani stagisti che decidono di denunciare stranezze, anomalie riguardanti il proprio stage. L’osservatorio dovrà poi procedere a contattare le istituzioni competenti e fare le opportune verifiche.

4) Strutture ad hoc per il controllo degli stagisti.

Ripensare alle strutture deputate al controllo sugli stage. Eventuale creazione di strutture ad hoc. Affidare tale controllo agli Ispettorati del lavoro presenta una difficoltà. Il carico di problematiche che quest’ultimi debbono già sostenere per cause di lavoro. Inoltre sussiste una incoerenza concettuale. Se gli stage sono convenzioni, e no contratti di lavoro perché il controllo sugli stage deve essere affidato agli ispettorati del lavoro?

5) Indagine nazionale e annuale sull’efficacia e qualità degli stage.

Il ministero della gioventù tramite gli uffici job placement, i centri per l’impiego e gli enti promotori devono promuove una indagine annuale sulla qualità degli stage e dei tirocini per verificare il grado di gradimento e di efficacia di questo strumento da parte dei giovani stagisti e tirocinanti.

6) Stage e società in crisi: no all’uso degli stagisti

Le società che hanno proceduto a licenziamenti collettivi, alla cassa integrazione o a mettere in mobilità il proprio personale e sono sul l’orlo del fallimento non possono ricorrere agli stagisti affinché la propria situazione di crisi non sia risolta.

7) Valutazione positiva in progresso dello stagista.

L’ente ospitante può convertire lo stage in un contratto di lavoro in qualsiasi momento del progetto formativo, valutate positivamente in corso le capacità e qualità dello stagista.

8) Agenzie del lavoro erogatrici di lavoro, no di stage.

Negli ultimi anni si sta diffondendo un fenomeno. Le agenzie di somministrazione di lavoro

temporaneo “reclutano” sempre più stagisti per conto dei propri clienti. Indipendentemente dal fatto che questi stage siano retribuiti o meno ci si deve chiedere se tale competenza di “reclutare stagisti” rientri tra i compiti delle agenzie interinali, a mio avviso, no.

9) stage e la natura giuridica mista.

Gli stage sono delle convenzioni, ma rimane una questione di fondo. Gli stage hanno una natura esclusivamente formativa? Possiamo davvero dividere la formazione, l’apprendimento dal lavoro quando uno stagista è impiegato per esempio in uno studio amministrativo o di ingegneria? E se lo stage è una convenzione dalla natura mista? E se gli stage fossero di fatto un mix di lavoro e formazione?

10)Un tetto legale sulle assunzioni.

Le aziende medio – grandi dovrebbero convertire almeno il 50% degli stage in contratto di lavoro.

11) Divieti di applicabilità

Divieto assoluto dell’applicabilità dello stage per soggetti di età superiore a 30 anni e per soggetti a lunga disoccupazione. Per questi casi, bisogna applicare sempre e comunque dei contratti di lavoro per i contributi previdenziali e l’immagine curricolare. Per i soggetti sotto i 30 anni divieto di applicare più di due stage conseguivi.

12) Carta etica dei diritti e doveri dello stagista

Ogni ente promotore e/o aziende ospitante debbono consegnare ad ogni stagista prima dell’inizio del suo tirocinio una “carta etica dei diritti e dei doveri dello stagista” affinché il giovane sia adeguatamente informato.

13) Numero massimo di ore settimanali.

Ogni stage non può superare tassativamente le 40 ore settimanali, pena sanzioni a carico dell’ente ospitante oppure conversione dello stage in un contratto di lavoro. Sono esclusi “straordinari.”

14) La formazione non è una moneta o uno stipendio

La formazione erogata dall’ente ospitante non può costituire in alcun caso una sorta di “moneta” alternativa ricevuta dallo stagista.


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