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1 novembre 2011

SUL SITO POST.IT LA PROPOSTA PER ABOLIRE GLI STAGE GRATUITI di Marco Patruno

 

Sul sito il Post.it, il ricercatore Gianluca Briguglia rilancia la proposta di abolire gli stage gratuiti in Italia. Questa pratica odiosa e antipatica dei stage gratuiti è particolarmente radicata in questo paese anche perchè c'è una legislazione che la consente. Gli stessi rappresentanti politici si sono spesso mostrati contrari al riconoscimento legislativo del principio di retribuzione a favore dei stagisti. Per esempio, il ministro della gioventù Giorgia Meloni rilasciava tempo fa una intervista dove si mostrava contraria ad una iniziativa di questo genere. http://www.ilpost.it/gianlucabriguglia/2011/10/31/abolire-stage-non-pagati/


 

In un recente sondaggio promosso da questo blog alla domanda dove si chiedeva al popolo di internet se gli stage devono essere gratis e non retribuiti, debbano prevedere un rimborso spese per gli stagisti oppure retribuiti con un regolare stipendio. Il 50, 6% degli internauti ha dichiarato che “ogni stagista ha diritto di ricevere uno stipendio che gli consenta di essere autonomo fin dai primi anni del suo ingresso sul mercato del lavoro.” il 44, 7% sostiene gli “Stage [debbano] prevedere un rimborso spese o facilitazioni per soddisfare i bisogni di prima necessità dello stagista. Il 4, 7% dei internauti ritiene “gli stage non debbano prevedere alcuna retribuzione perchè la formazione è la vera retribuzione.”

http://generazionep.ilcannocchiale.it/2011/10/17/percezione_degli_stage_in_ital.html


 

Da molti anni questo blog ha sempre sostenuto la necessità del Obbligo di retribuzione a a favore tutti gli stagisti italiani senza distinzione di età, scolarità e località geografica. Superamento dei concetti di rimborsi spese, facilitazioni, borse di studio e introduzione del concetto di stipendio a livello legislativo...” Idea e proposta che è stata poi ripresa dal “Manifesto dei diritti dello stagista”

http://www.facebook.com/furia.berti#!/groups/182318161814889/doc/182402305139808/


 

Mi rendo conto che la proposta di abolire gli stage gratuiti si scontra contro una rete di interessi e convenienze. Il mio paese rappresentato dalla politica e dai ceti intellettuali rimane essenzialmente un paese conservatore pur se di volta in volta queste stesse “anime” si auto-etichettano come riformiste o progressiste. Il messaggio che si vuole dare ai giovani e alla gente è piuttosto la percezione di un cambiamento che non sempre corrisponde alla concreta volontà di cambiare tradendo nel lungo periodo aspettative e bisogni della gente comune.


 

Ritengo che la battaglia per l'abolizione dei stage gratuiti sia importante quanto le battaglie del passato per il divorzio e l'aborto. E' questione di tempo, ma arriverà il tempo in cui la politica e i politici dovranno inchinarsi a questa legittima rivendicazione.


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