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30 agosto 2011

L'ABOMINIO PENSIONISTICO di Domenico Perre

 



Domenico Perre- Laureando in Scienze Internazionali e Diplomatiche c/o Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino, ed ex stagista presso il Campus ONU di Torino come assistente analista per l'Agenzia UNICRI (United Nation Interregional Crime and Justice Research Institut). attualmente in cerca ed attesa di occupazione....



Cosa c'è di meglio che alzarsi la mattina e, dopo aver gustato un buon cappuccio e brioche, sfogliare il giornale e scoprire che sono stati finalmente definiti i punti bui della finanziaria....un po' come se ci avessero accesso la luce su una strada lastricata di escrementi....ma finalmente vediamo in chiaro gli abomini deliberati.

Oltre all'ormai annunciato taglio delle province e la soppressione della “Robin Tax” (mi sembra giusto che gli stra ricchi non debbano pagare tanto....poverini...) la parte più dolente riguarda l'ennesima riforma (scempiosa) del sistema pensionistico. I principali provvedimenti sono:

A) La decadenza del limite di età per il raggiungimento della soglia pensionabile;

B) L'impossibilità di riscatto dell'anno del servizio di leva e degli anni di università;

B) L'accesso alla pensione esclusivamente al raggiungimento del 40° anno di contribuzione.

Difatti, prima, al compimento del 65° anno di età per gli uomini e del 60° per le donne, si aveva acesso alla pensione. Viceversa, ad esempio, con 39 anni di contribuzione più l'anno del servizio di leva, oppure se si possedevano 35 anni di contribuzione e si aveva studiato all'università per 5 anni, si poteva aver accesso immediato alla pensione, mentre ora si dovranno possedere, a prescindere, 40 anni di contribuzione al di fuori dei periodi di leva militare e/o studio.

io sono altamente indignato per diversi motivi:

A) Innanzitutto l'intera contribuzione versata durante il periodo di leva da tutti i giovani che hanno prestato un servizio allo stato è stata interamente bruciata e sperperata da amministratori e burocrati dalle mani bucate nonchè avidi nel riempirsi le tasche...e non sono pochi soldi se si pensa che l'ammontare annuo della contribuzione di un soldato di leva ammonta a ca. 12.000 euro! E questa cifra va moltiplicata per il numero indefinito di persone che non potranno più riscattare quest'anno di contribuzione..approssimativamente si potrebbe azzardare la moltiplicazione per 20.000.000 (venti milioni) di persone.....fate voi dunque il calcolo dei soldi che ci sottraggono!

B) In epoca attuale, i giovani, impegnati in formazione e circondati dalla crisi, non si avvicinano a lavoro prima dei 35 anni, per cui chi non ha la fortuna di aver “lavoricchiato” con i contributi regolarmente versati (e mi riferisco agli stagisti o peggio ancora chi lavora completamente in nero), non riuscirà ad andare in pensione prima di raggiungere la veneranda età di 75/80 anni.....inoltre dovrà vedersela col turnover bloccato per non si sa quanto tempo, dato che la stessa sorte toccherà alla generazione di 40enni/50enni che già lavora attualmente....e nonostante io sia sempre stato un sostenitore convinto dell'innalzamento della “soglia pensionabile” (nei limiti però del fattibile) trovo assurdo che si debba arrivare a questo grazie ad una pessima gestione dei fondi pensionistici, protrattasi negli anni, e che a pagare non siano gli amministratori che si sono succeduti alla gestione dei fondi stessi ma sempre e soltanto noi cittadini che così non saremo più liberi di lavorare, ma diventeremo schiavi di una casta che noi stessi procediamo a secolarizzare con la nostra inettitudine!

C) Ancora una volta, nell'ennesima revisione eseguita sulla manovra, non sono state inserite misure redistributive, di investimenti e sviluppo, per il medio/lungo termine, per cui ci si muove sempre dandosi la zappa sui piedi...e su un terreno già arido, le cose non potranno che peggiorare senza una buona fase di aratura e semina!



D) Situazioni del genere dimostrano che lo spirito democratico e di uguaglianza, di rispetto nonché lo spirito di ogni altro valore politico e sociale sancito dalla nostra costituzione e dalla morale vengono continuamente calpestati, assieme ad ogni altro nostro diritto ed alla nostra dignità di persone libere.

Concludendo, vorrei farvi notare che un lavoratore dipendente (sia pubblico che privato) versa mensilmente, al proprio ente di previdenza, una media di 1.300 euro/mese, per poi percepire una pensione media che oscilla tra gli 800 ed i 1.000 euro mese.

Ora, vi faccio ancora notare che in virtù del nostro versamento anticipato, l'ente li reinveste e li fa fruttare, e la nostra pensione, e correggetemi se sbaglio, non dovrebbe essere inferiore alla nostra contribuzione, ma superiore, proprio perchè noi abbiamo partecipato alla creazione del plus valore! E le spese di gestione dell'ente pensionistico non devono essere calcolate su quanto io vado a versare e da li trattenute, ma su quelli che sono gli utili degli investimenti dell'ente, viceversa, e correggetemi ancora senza esitare, tanto vale che anziché versarli ad un qualsiasi ente previdenziale, quei 1.300 euro me li tengo io e o li lascio in banca o li reinvesto io come meglio credo. Ecco perchè servirebbero leggi severe sul peculato amministrativo!



E adesso che siamo al corrente del nostro stato di perenne schiavitù, auguro una dolce giornata a tutti!


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