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24 maggio 2011

CHIARA APPENDINO: “LO STAGE E' UNO STRUMENTO CHE VA RIVISTO” di Marco Patruno

  

Generazione P ha intervistato la neo- consigliera ventiseienne Chiara Appendino. Domande che toccano le tematiche riguardanti la condizione giovanile sul mercato del lavoro. La neo – consigliera sottolinea che la città di Torino dovrebbe fare di più per i giovani e lo stage è uno strumento che va rivisto.

Buongiorno, lei è stata appena eletta al consiglio comunale di Torino per il movimento 5 stelle. Quale sarà il tema più urgente che affronterà e affronterete?

Torino è la città più indebitata di Italia, la seconda più inquinata di Europa e una città con un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 30%. Mancano la trasparenza e la partecipazione, i cittadini sono ormai totalmente esclusi dalla politica e lontani dalle istituzioni. Sono questioni urgenti che necessitano di interventi immediati, orientati tuttavia ad un orizzonte temporale di medio e lungo termine

Oggi la politica e l'economia hanno bisogno di un ricambio generazionale, ma essere giovani è garanzia di nuovo?

Non credo si possa definire a priori che essere giovani di per se sia garanzia di nuovo, credo però che la presenza di giovani sia fondamentale per l’innovazione. Ci sono parecchi casi di grandi aziende innovative nate negli ultimi anni che fanno riflettere: Google è stata creata da due persone di 25 anni, Facebook da un ragazzo di 20, Napster e il peer-to-peer musicale da uno di 18. Ci tengo anche a precisare, per quanto concerne l’aspetto politico, che noi riteniamo che la grande innovazione sia il concetto dell’eletto in quanto “ portavoce” di una rete di cittadini. Noi eletti siamo solo dei portavoce, il punto terminale di una rete di persone di cui portiamo le istanze all'interno delle istituzioni.

Cosa pensa dell'ampio e spesso abuso di stage e stagisti che avviene sia nel settore privato che in quello pubblico?

Purtroppo l'abuso c'è, ai giovani spesso vengono riconfermati stage a titolo gratuito, finché la legge lo permette, per poi essere sostituiti da nuovi stagisti. Ne consegue da parte dell’azienda la mancanza di investimenti nei giovani stagisti in termini di competenze, professionalizzazione e responsabilizzazione.

Il blog Generazione P attraverso il manifesto dei diritti dello stagista – idee per un cambiamento sostiene che bisognerebbe introdurre il principio di retribuzione a favore di tutti gli stagisti in una ipotetica nuova regolamentazione legislativa in materia di stage. Lei è d'accordo?

Il fenomeno “stage” a mio avviso necessita di essere rivisto. Lo stage è un buono strumento di collegamento tra il mondo dello studio e quello del lavoro se utilizzato come strumento iniziale di avvicinamento. Le aziende però non possono continuare ad utilizzarlo per far svolgere le mansioni quotidiane a basso costo.

Cosa pensa delle ultime dichiarazioni di Tremonti sulla disoccupazione giovanile. La colpa è dei giovani che non si sanno adattare ai lavori manuali e umili?

Forse Tremonti non si accorge di tutti i giovani, tra cui anche parecchi miei ex compagni di università, che fuggono all’estero per cogliere le migliori opportunità di crescita professionale. In Italia per i giovani è molto difficile trovare un lavoro che permetta loro di mettere in pratica e attuare quanto studiato durante gli anni universitari. Inoltre ritengo che formare i giovani per poi farli emigrare oppure svolgere un lavoro di bassa professionalità non sia un’operazione conveniente.




Fonti


http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/torino/2011/05/fassino-ti-stiamo-gia-con-il-fiato-sul-collo.html

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/torino/2011/05/pronti-partenza.html


http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/torino/2011/05/armi-di-distrazione.html


http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/torino/2011/04/le-buche-stradali-si-sistemano-solo-quando-passa-la-formula-1.html



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