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generazionep
16 maggio 2012

RICAMBIO GENERAZIONALE E MOBILITA' SOCIALE di Marco Patruno

 

Non c'è alcun ricambio generazionale senza mobilità sociale. La sfida che dobbiamo affrontare non è tanto il fatto che il giovane possa prendere il posto dell'anziano, ma che il figlio dell'operaio possa diventare un giorno avvocato o ministro. Nella maggior parte dei casi un Italia il figlio del politico diventa politico, il figlio dell'avvocato diventa avvocato e così via. C'è una scarsa mobilità sociale che impedisce un vero ricambio generazionale.


Ci sono studi che evidenziano come in determinati settori produttivi la scarsa mobilità sociale facilità fenomeni e reati come l'evasione fiscale. Un genitore può trasmettere al figlio certe qualità professionali, ma non si può escludere che egli trasmetta anche determinati vizi, trucchi e comportamenti patologici. Una “varietà” all'interno delle varie positive sarebbe un dato positivo.


Qualche tempo fai accennai alla ricerca Family ties and access to licenced professions in Italy della Fondazione Rodolfo Debenedetti e curata da Gaetano Basso, Andrea Catania, Giovanna Labartino, Davide Malacrino, Paola Monti e Michele Pellizzari, dove evidenziava che ci sono professioni che sono rette principalmente da meccanismi di cooptazione di tipo dinastico. Professioni dove l'ingresso dei giovani è precluso non per il fatto di essere poco meritevoli e quindi incapaci di ricoprire un dato incarico, ma perché semplicemente non appartengono ad una certa famiglia. 1) La ricerca evidenziava che Nelle province dove le omonimie incidono maggiormente sulle iscrizioni all'albo dei commercialisti, l'evasione fiscale è più alta. Laddove le omonimie incidono maggiormente sulle selezioni dei consulenti del lavoro, ci sono più contenziosi lavorativi...”

(Tito Boeri e Pietro Garibaldi – Le Riforme a costo zero – dieci proposte per tornare a crescere – Chiarelettere.)http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/le-riforme-a-costo-zero.php


Quello mi impressiona maggiormente ascoltando molti dibattiti odierni sul tema del ricambio generazionale nelle istituzioni e nelle professioni è la totale assenza dell'utilizzo dell'espressione “mobilità sociale. ” Eppure senza mobilità sociale il ricambio generazionale è un illusione, uno slogan vuoto senza sostanza che viene sventolato alla massa della gente e dei giovani probabilmente per interessi individuali e opportunismi difficili da cogliere per chi è estraneo a determinati ambienti.


Un ricambio generazionale deve portare ad un ricambio di valori altrimenti ci troveremo di mezzo altrettanti Bossi junior. Certo, in apparenze un volto giovane, piacevole. carino e sorridente avrà sostituito il volto di un anziano barbuto, scontroso e rugoso, ma questo non cambiamento non sarà altro il vecchio che si è travestito da nuovo.

Post precedenti: Le dinastie familiari aumentano l'evasione fiscale e contenziosi lavorativi
http://generazionep.ilcannocchiale.it/post/2724903.html

Tito Boeri e Pietro Garibaldi: dieci proposte per tornare a crescere http://generazionep.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2725333



14 maggio 2012

GIOVANNI FALCONE – UN EROE SOLO: INTERVISTA A FRANCESCA BARRA



 Ho avuto il piacere di intervistare la giornalista e scrittrice Francesca Barra che ha scritto insieme a Maria Falcone il libro “Giovanni Falcone – un eroe solo” pubblicato dalla casa editrice Rizzoli. http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/ Libro dove emerge il ritratto umano, famigliare e meno formale di Giovanni Falcone. In periodi di profonda crisi come quello che stiamo vivendo il senso di fiducia del cittadino verso le istituzioni è messo a dura prova, ma come ci insegna la storia e le idee di Falcone non ci può essere alcuna giustizia da perseguire se smarriamo il senso dello stato. La cultura della legalità va coltivata e curata ogni giorno come fa Maria Falcone che gira le scuole di tutta Italia per trasmettere ai ragazzi la testimonianza di suo fratello, come fa Francesca Barra con la sua trasmissione radiofonica “La bellezza contro le mafie” dove riporta storie e fatti che rischiano altrimenti di essere dimenticate nel mare dell'informazione e come fanno tantissimi magistrati e poliziotti impegnati in prima linea a sradicare i vari fenomeni malavitosi.

Marco Patruno - Insieme a Maria Falcone hai scritto il libro “Giovanni Falcone un eroe solo – il tuo lavoro, il nostro presente. I tuoi sogni, il nostro futuro.”
Cosa ti ha portato a scrivere questo libro?

Francesca Barra - Pensavo fosse doveroso, per me che da anni racconto storie e alleno continuamente la memoria civile, rendere omaggio ad uno dei più grandi uomini che il Nostro Paese abbia avuto. Ma ero adolescente quando ci fu la strage di Capaci, vivevo in un piccolo paese lucano, dove spesso le notizie arrivavano per gradi e senza la eco mediatica a cui siamo abituati. E questo impigrisce. Ho contattato la Signora Falcone proprio per le nuove generazioni. Per aiutare loro ad accogliere vite ed esperienze apparentemente distanti e alte per considerarle modelli a cui aspirare. La Signora Falcone racconta suo fratello e lo descrive dalla nascita, fino alla fine dei suoi giorni, con una delicatezza, una onestà e un affetto, che, ventianni dopo la sua morte, non potranno lasciare indifferenti.

Marco Patruno - Nel libro emerge un ritratto anche personale – privato di Giovanni Falcone, c'è un aspetto della sua vita e personalità che ti ha colpito e può essere considerata una buona regola da seguire per tutti noi?

Francesca Barra - L'onestà intellettuale. La volontà, la tenacia. Aver scelto da che parte stare, senza vacillare. Giovanni Falcone era cresciuto nella casa, il quartiere che diede i natali a boss che nella vita avrebbe perseguito. Questo gli servì per capire i codici e il linguaggio dei mafiosi. Il suo metodo, il suo istinto e lo studio di ogni dettaglio, credo derivino proprio da quel quartiere.

Marco Patruno - Qual'è stata la principale eredità che ci ha lasciato Giovanni Falcone?

Francesca Barra - Che, malgrado tutto, si deve credere nello Stato. Si deve poter credere che la mafia avrà una fine. Sì. Malgrado tutto. Compresi i nemici, i fallimenti, i tradimenti, lo spargimento di sangue.

Marco Patruno - Dopo l'uscita di questo libro, prevedi un ulteriore collaborazione professionale con Maria Falcone?

Francesca Barra - Come per il Quarto Comandamento, continuerò a considerare i giovani come miei interlocutori. Dove vorranno, porterò la mia esperienza, il mio approccio, la mia ostinata fede nella società civile.

http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/autore/barra_francesca.html

FRANCESCA BARRA, nata a Policoro in Basilicata, è giornalista, scrittrice, conduttrice e autrice televisiva e radiofonica. Ha lavorato per La7, Rai e Sky. Attualmente conduce il programma La bellezza contro le mafie su Radio1 Rai ed è in tour con il suo spettacolo Storie di donne non ordinarie, di cui è regista e autrice. Vive a Roma.

http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/autore/falcone_maria.html

MARIA FALCONE, ex insegnante di diritto ed economia nelle scuole superiori, è una delle due sorelle di Giovanni Falcone. Presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, dal 1992 è impegnata in attività di educazione alla legalità, soprattutto nelle scuole.





10 maggio 2012

CASSINTEGRATI COSTITUISCONO LA LISTA CIVICA “DIGNITA' E LAVORO” di Marco Patruno

 



Un gruppo di cassintegrati hanno creato la lista civica “Dignità e Lavoro” Sono i lavoratori della Novaceta di Magenta, un tempo azienda leader nella produzione di filo acetato. La lista civica si è presentata nelle ultime elezioni amministrative di Magenta. Un segnale positivo e preciso. Dobbiamo riprenderci in mano il nostro futuro impegnandoci in prima persona.


I cassintegrati di Novaceta saranno ospiti giovedì' dieci maggio nella trasmissione “Piazza Pulita” condotta da Corrado Formigli. Ci troviamo di fronte ad un fenomeno di democratizzazione e proletarizzazione della politica? Per anni la politica ha cercato di raggiungere la società civile e spesso non ci è riuscita oppure ci è riuscita male, ma ora si sta verificando un processo inverso è la società civile, o meglio, una parte della società civile che vuole entrare nella politica creando scenari inediti e imprevedibili in questo momento.


Questo fenomeno si sta manifestando a livello localistico e speriamo che possa manifestare i suoi effetti anche a livello nazionale. La mia speranza è che questa proletarizzazione e democratizzazione della politica possa portare ad un concreto cambiamento prima di tutto nel suo linguaggio e nei valori. Lo scontro politico possa lasciare il posto alla diversità di idee e proposte, che i cittadini non vengano considerato dei meri consumatori elettorali da accontentarli con progetti e propositi che finiscono nel dimenticatoio finita la campagna elettorale, inoltre la denigrazione dell'avversario deve lasciare il posto alle argomentazioni.


Come faccio a capire se un cittadino è un consumatore oppure un cittadino o un individuo? Molto semplice. Partecipate all'inaugurazione di un comitato elettorale, se per caso sentite qualcuno dello staff del politico che usi la parola “percepire” oppure dobbiamo “far percepire alla gente” sapiate che siete considerate la mera stregua di consumatori e raramente l'azione politica di quella persona e del suo staff porterà a cambiamenti concreti per la vostra comunità.





8 maggio 2012

GIORNALISTI, REDATTORI E ARTICOLISTI A COSTO ZERO: IL LAVORO GRATUITO DILAGA SUL WEB di Marco Patruno

 


Questa settimana tra personali ricerche e segnalazioni dei lettori sono giunto a conoscenza di diversi annunci di lavoro gratuito apparsi sul web. Il lavoro gratuito dilaga su internet e coinvolge in particolar modo quelle professioni chiamate intellettuali e quei lavoratori definiti della conoscenza. Ho deciso pertanto di pubblicare su questo blog alcuni di questi annunci per lanciare l'ennesimo campanello di allarme contro questo “malcostume” che condanno apertamente.


Giornalisti, redattori, articolisti a costo zero, la gratuita del lavoro viene giustificata da queste società e redazioni in tante maniere. Lavori gratuitamente perchè la società è “giovane” oppure perché è una “piccola realtà imprenditoriale” o semplicemente perché la società non persegue finalità lucrative. Ma nessuna di queste risposte può legittimare l'impiego di una risorsa a costo zero. Significativa è l'ultima frase dell'ultimo annuncio “Astenersi perditempo non retribuito per i primi tempi” Una risorsa che non paghi non la rispetti e la impieghi a seconda dei capricci.”


In tempi di crisi e di un urgente bisogno di auto-affermarsi e facile per un giovane aspirante lavoratore cascare in questa tipologia di annunci. Sul web attualmente vige una sostanziale anarchia dove imprenditori, editori ecc affermati e dell'ultimo momento fanno tutto quello che vogliono dei giovani aspiranti lavoratori. Bisogna porre un freno a tutto ciò.


Mandami la tua segnalazione a generazionep@libero.it


Se ti affascina il mondo della Finanza ed ami scrivere Tendenza&Mercati offre l'opportunità di lavorare con un team di esperti nel settore Economia e Finanza.
Se sei in grado di sviluppare in maniera indipendente ed efficiente contenuti editoriali legati al mondo dell'economia e della finanza, in linea con lo stile e il taglio giornalistico della testata, scrivi a redazione@tendenzamercati.net La
posizione non è retribuita ma i contenuti consentiranno di acquisire esperienza nel settore editoriale online nonchè visibilità all'autore (indicazione a tergo di ogni contenuto del sito/blog personale o indirizzo e-mail). Richiesta precisione, abilità nell'elaborazione di testi efficaci in termini di posizionamento e attenzione nella cura dei dettagli.


Se ti affascina il mondo del giornalismo online, ed ami scrivere, WebRadio Station ti offre l'opportunità di lavorare con un team di esperti nel settore radiofonico. Le nostre pagine sono: cronaca, sport, musica e spettacolo. Se sei in grado di sviluppare in maniera indipendente ed efficiente contenuti editoriali legati al mondo delle nostre pagine, in linea con lo stile e il taglio giornalistico della testata, scrivici mandando un breve testo di presentazione a info@webradiostation.it Siamo anche alla ricerca di speaker per condurre nuovi format

La posizione "non è retribuita" ma i contenuti consentiranno di acquisire esperienza nel settore editoriale online nonchè visibilità all'autore (indicazione a tergo di ogni contenuto del sito/blog personale e dell'indirizzo e-mail). Richiediamo precisione, abilità nell'elaborazione di testi efficaci in termini di posizionamento e attenzione alla cura dei dettagli.
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Sito web in crescita cerca redattori per diverse sezioni (gossip, mistero, news generiche, fashion). E' necessaria una perfetta conoscenza della lingua italiana e della sua grammatica, nonchè della piattaforma Wordpress. Astenersi perditempo.
NON RETRIBUITO per i primi tempi
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6 maggio 2012

IL CONGELAMENTO DEI DEBITI PER RILANCIARE L'ECONOMIA ? di Marco Patruno

  


Il congelamento dei debiti di piccoli imprenditori, famiglie e singoli cittadini per un paio di anni è il primo vero sacrificio collettivo che banche, istituti di credito e Equitalia dovrebbero compiere. Un paio di anni che consente agli indebitati di rimettersi in piedi e di mettere in moto la nostra economia che sta attraversando un tunnel senza fine.


Invece attualmente va di moda lo “sport del massacro”, cioè bastoniamo alla testa, al corpo e alle gambe i piccoli imprenditori e i cittadini fino a lasciarli a terra tramortiti e poi diciamo a loro “ queste bastonate sono state per il vostro bene, ora rialzatevi, siate produttivi e consumate per rilanciare la nostra economia.” Capite che in tutto ciò c'è qualcosa che non funziona.


Il governo Monti ha fatto molto leva sulla retorica dei sacrifici per giustificare l'introduzione o reintroduzione di nuove tasse e una parte dell'opinione pubblica in qualche modo anestetizzata da anni di Berlusconismo e stata disposta e compiacente ad accettare qualsiasi cosa. Ora dopo mesi sembra svegliarsi da questo sonno e si sta rendendo conto che qualcosa non funziona.


Il governo Monti prima di introdurre nuove tasse doveva far pagare le tasse a chi tutt'ora non le paga. Chiedere a banche e vari istituti di credito e ad Equitalia un congelamento dei debiti contratti da piccoli imprenditori, famiglie e singoli cittadini. Una sorta di “tregua” in questo periodo di emergenza e di crisi. Invece, cosi' non è stato.


Il problema è che sono i piccoli imprenditori, le famiglie e i singoli cittadini il tessuto produttivo e sociale che possono far crescere la nostra economia. Una economia basata su valori diversi da quelli che ci hanno portato fino a questo punto. Il profitto e la speculazione devono lasciare il posto al benessere collettivo. Sono sicuro che se stiamo tutti bene i benefici sui singoli individui siano infinitamente maggiori rispetto a chi oggi si arricchisce in maniera sproporzionata a danno di una massa di persone che, invece, si impoverisce sempre di più senza nemmeno avere i mezzi di sussistenza.


Quando un piccolo imprenditore si uccide, un disoccupato si toglie la vita e un precario si suicida la colpa è anche nostra perché non è vero che non ci siamo accorti del suo disagio, ma abbiamo fatto finta di non vederlo. Sono due cose ben differenti. Ci risulta più facile condannare un suicida piuttosto che prevenire il suo gesto evitando che quella persona precipita nella disperazione più assoluta.


4 maggio 2012

ABOLIRE IL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI GIORNALI E DIROTTARLO VERSO LE NUOVE IMPRESE di Marco Patruno

 


Matteo Renzi è favorevole all'abolizione dei finanziamenti pubblici ai giornali. In una agenzia stampa risalente il 10 aprile, il sindaco di Firenze ha dichiarato: “Io sono per la totale abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Non modifica, abolizione. E abolizione anche del finanziamento pubblico ai giornali, anche se non vedrete praticamente mai sui quotidiani questa proposta, chissà' perché''


Invece il sito Il Gabibbo sottolinea il caso paradossale del Fatto Quotidiano dove la testata dichiara apertamente di non ricevere “alcun finanziamento pubblico”, ma affianco alla frase appare la dicitura «Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv. in L.270/02/2004) Art. I comma I Roma Aut. 114/2009» che in lingua italiana significa che il quotidiano, dopo averne fatto richiesta, fruisce delle «tariffe postali agevolate per i prodotti editoriali».Sono dei «contributi indiretti» che riguardano le tariffe postali e che nel caso rappresentano, con quelle elettriche telefoniche, «la fetta più grossa distribuita a tutti i giornali»:http://ilgabibbo.blogspot.it/2010/04/finanziamenti-pubblici-ai-giornali.html


Personalmente sono contrario al finanziamento pubblico ai giornali o per lo più dirotterei i finanziamenti pubblici alla nascita di nuove realtà imprenditoriali e editoriali. Un finanziamento che dev'essere erogato per un tempo massimo di un anno dalla nascita del giornale e dopo un anno l'impresa dev'essere capace di camminare da sola.


Inoltre, una testa giornalistica importante può contare già dei soldi provenienti dalla pubblicità e dal proprio mercato quindi perché mai deve contare anche del finanziamento pubblico? Inoltre, una buona parte delle selezioni del personale che avvengono nelle grandi redazioni giornalistiche sono prettamente politiche e agiscono secondo logiche corporative e ben lontane dalla trasparenza. Il figlio/a del giornalista avrà un posto sicuro nella redazione ancora prima di nascere. Chiaramente anche il giovane estraneo all'ambiente giornalistico può entrare in un giornale ma come stagista non retribuito e chissà a quali condizioni contrattuali. In passato mi sono sempre chiesto su alcune scelte curiose fatte da alcune testate giornalistiche e capi cronaca. Tipo affidare un editoriale di economia ad una pittrice ecc Poi facendo delle ricerche scoprivo che la pittrice Y è la fidanzata del direttore generale X oppure del politico Y ecc


L'indipendenza? L'indipendenza assoluta è una chimera e ognuno di noi e i giornali stessi fanno politica. Quando facciamo delle scelte automaticamente si fa politica tuttavia questo non ci deve portare a rinunciare alla completezza dell'informazione e alla ricerca della verità.













2 maggio 2012

Flexible: uno spettacolo teatrale porta in scena la vita dei precari di Marco Patruno

 

lo spettacolo teatrale Flexible è il risultato sull'attuale condizione dei giovani nel mondo del lavoro. Nasce da storie vere raccolte da blog, forum, giornali e racconti quotidiani. La regia è di Rossella Dassu e vede protagoniste tre ragazze del gruppo Teatro dei 13 del comune di Pianoro (Bologna).

Su Youtube al seguente indirizzo trovate il trailer di “Flexible” http://www.youtube.com/watch?v=vzco80qCviY Una riflessione amara su che cosa significa essere precari oggi. E vero, il precariato non è più soltanto una questione generazionale, ma piuttosto inter- generazione cioè che coinvolge più generazioni giovani e meno giovani. I giovani però non hanno conosciuto per cosi dire “un prima” e un “dopo” ma hanno conosciuto soltanto un dopo.

Nelle voci di queste ragazze sento e percepisco un bisogno di stabilità e di certezze che manca. Una vita fatta di tante piccole rinunce che messe insieme diventano grandi e importanti. Il precariato sta scippando ai giovani d'oggi le due cose più preziose: la dignità e la gioventù. Spettacoli teatrali come Flexible ci restituiscono la realtà pura e cruda del precariato.

Una realtà che può non piacerci, ma non abbiamo l'esigenza di vendere le copie di un giornale, di un libro oppure portare più spettatori possibili a vedere un film dove l'ottimismo è obbligatorio o quantomeno un finale positivo ci deve essere. Il teatro, l'arte in questo caso diventa un mezzo di consapevolezza senza forzature che deve indurre a riflettere tutti noi e coloro che sono artefici delle politiche del lavoro.

La consapevolezza che il precariato è un male che sta distruggendo i legami tra gli individui e il lavoro. Non facciamo del bene al nostro futuro se ogni volta ci rifugiamo dietro a dichiarazioni del tipo “il lavoro fisso non esiste più” dove la risposta più sensata è “cambiare lavoro ogni mese o tre mesi e fisicamente e psicologicamente inconcepibile” oltre a non garantire una garanzia economica continuativa.

Lo spettacolo teatrale “Flexibile” ci aiuta a riflettere sulla condizione del giovane precario in maniera asciutta senza effetti speciali o finali a sorpresa. Ragazze precarie si raccontano e narrano le vicende di tanti altri ragazzi e ragazze che spesso sono ombre silenziose che si muovono al nostro fianco nella vita di tutti i giorni, ma di qui non sempre ci accorgiamo della loro presenza.




















26 aprile 2012

VIAGGIO DI UNA GIORNALISTA NELLE NAVI DEI VELENI di Marco Patruno

 

Sara Dallabella * è l'autrice di un bellissimo libro dal titolo “l'Altra faccia della Calabria – viaggio nelle navi dei veleni” pubblicato dalla casa editrice Quinta di copertina http://www.quintadicopertina.com Sara si è occupata delle “Navi a perdere” cioè navi legate al traffico internazionale di rifiuti tossici e radioattivi. Dalla fine degli anni settanta ad oggi almeno 30 navi sono affondate nel mediterraneo o si sono spiaggiate sulle coste italiane. Sara ripercorre magistralmente la vicenda della nave Jolly Rosso che si arenò il 14 dicembre 1990 sulla spiaggia in località Formiche nel Comune di Amantea (CS) e che si sospetta trasportasse rifiuti tossici. A distanza di molti anni intorno a questa vicenda ci sono ancora molti misteri. Di seguito trovate l'intervista che mi ha gentilmente concesso l'autrice.

Nel tuo libro: “L'Altra faccia della Calabria – viaggio nelle navi dei veleni.” parli della Jolly rosso e delle cosiddette navi a perdere. Cosa ti ha portato a intraprendere questo viaggio ?

Come spesso accade, per caso. Il reportage era stato commissionato da Current Tv e così in pochi giorni con armi e bagagli, mi sono avventurata in questo lavoro.

Nel corso di questa tua inchiesta c'è qualcosa che ti ha particolarmente colpita?

La Calabria e la sua complessità, quella di cui non avevo mai sentito parlare. Avevo avuto modo di conoscere prima tanti calabresi a Roma, ma non avevo ancora mai visitato questa regione. Tutto il viaggio, così come raccontato nell’ebook, è stato un concatenarsi di racconti, visioni, esperienze inimmaginabili. D’altronde si sente sempre parlare della Calabria e dei suoi mali, mai delle esperienze positive. Il libro nasce anche per questo. Chi fa il mio lavoro dovrebbe essere bravo a raccontare tutti gli aspetti della realtà, non solamente gli aspetti negativi. “L’altra faccia della Calabria” è un atto dovuto verso chi spende il proprio impegno per il proprio territorio. E’ il rovescio di quella medaglia che nessuno ci fa vedere, perché non fa notizia.

E vero che nei luoghi dove si sono spiaggiate queste navi si sono registrati numerosi casi di tumore presso la popolazione locale? Hai qualche dato a tua disposizione?

Ancora non si può dire se ci siano delle connessioni dirette. Il comitato civico Natale De Grazia ha chiesto recentemente che in Calabria sia attuato il registro regionale dei tumori, affinchè si studi l’eventuale nesso di causalità tra l’aumento delle neoplasie e il territorio specifico. Di certo c’è che nella zona della Valle Oliva sono stati trovati rifiuti tossici interrati illegalmente. Quello calabrese è un terreno fortemente inquinato ed è normale che in un territorio compromesso aumentino i rischi per la salute. Per quanto riguarda le navi, a parte la Jolly Rosso sulle quali si sono concentrate le indagini, per le altre si parla di affondamento in mare. Per cui bisognerebbe recuperare i relitti prima. Nel 2009, comunque la Procura di Paola ha riaperto le indagini sulla Jolly Rosso per far luce sui decessi dovuti a neoplasie che sarebbero state provocate, secondo quanto emerso dagli accertamenti, dalla radioattività dei rifiuti. Il Pm, Giordano Bruno, quindi aveva già provveduto a effettuare altri rilevamenti in una zona più a monte di quella che era stata già interessata dalle indagini in zona Foresta, leggermente più interna a quella del fiume Oliva.

Nel traffico internazionale dei rifiuti tossici, la criminalità organizzata diventa il braccio operativo dello stato e degli stati?

La vicenda delle navi dei veleni si incrocia con gli stati del mondo. In fondo, il progetto di smaltire i rifiuti tossici in mare, era stato per lungo tempo sui tavoli dei governi e Giorgio Comerio l’ideatore del sistema, era percepito come un normale imprenditore che cerca di vendere il proprio brevetto. Ai tavoli si sono succeduti tanti stati, anche europei. Negli anni ’70 il nucleare era usato in molti stati occidentali, compresa l’Italia, e il problema dello smaltimento delle scorie era un problema concreto. Solo l’insurrezione delle associazioni ambientaliste ha fatto si che gli stati tornassero sui loro passi. Ma Comerio ha continuato a vendere il proprio progetto.

L'atteggiamento delle popolazioni locali sulla vicenda della Jolly Rosso? (silenzi, voglia di sapere la verità ecc)


E’ complesso, come lo sono certe vicende italiane. Si passa da momenti di grande clamore al silenzio totale. Quando ho registrato il reportage di navi dei veleni non si sentiva parlare da tempo, mentre pochi mesi dopo con il ritrovamento del relitto di Cetraro non si è parlato di altro per mesi. L’attenzione è ciclica perché lo è l’informazione. C’è poi un settore importante della stampa che continua a scrivere e raccogliere dettagli, ma finisce per rivolgersi agli addetti ai lavori. Quello che volevo fare io, era scrivere una storia per tutti. Una di quelle che si leggono in poco tempo, non appesantita nei contenuti. L’ebook come strumento si è ben prestato a questo esercizio. Tramite il digitale si possono offrire ai lettori dei percorsi di lettura: si può leggere semplicemente la storia; si può leggere la storia e contemporaneamente navigare nei contenuti esterni e interni (articoli, video, atti); oppure si può leggere la storia e poi le fonti. Ognuno è libero di scegliere cosa fare, autore e editori creano delle possibilità. E’ stato molto divertente approcciarsi a questo strumento anche se per farlo ho dovuto rivoluzionare il mio modo di concepire l’editoria.

*Sara Dallabella è Capo Servizio del Politico Interni presso l’agenzia di stampa parlamentare AgenParl (www.agenparl.it). Al momento dello spiaggiamento della Jolly Rosso aveva nove anni. Da tempo si occupa di giornalismo di approfondimento per varie testate online e cartacee. Per Current Tv e Round Robin ed. ha curato la realizzazione del reportage Le Navi dei Veleni, che oggi diviene un ebook. Insieme a Raffaele Lupoli sta curando il progetto editoriale “Il ventennio breve”, una riflessione a puntate su quanto sia/non sia cambiato il nostro Paese da Tangentopoli. Un percorso di analisi comparata e memoria rivolto ai trentenni di oggi, affinché la protesta diventi proposta. L’aggettivo “breve” indica l’intensità dei due decenni, ma anche le strette somiglianze.


24 aprile 2012

IL MODELLO CAPANNORI E IL BILANCIO SOCIO-PARTECIPATIVO di Marco Patruno

 


Capannori è un comune di poco più di 46 mila abitanti e ha una giunta formata prevalentemente da giovani di poco più di trent'anni. Le idee non mancano è una di queste è il cosiddetto Bilancio socio-partecipativo. Di che cosa si tratta? Praticamente il comune mette a disposizione un tot di soldi per progetti da realizzare legati al proprio territorio. Questi progetti vengono presentati ai cittadini che in un secondo momento andranno a votare per uno dei progetti. Il progetto che ottiene più soldi sarà quello dove verranno dirottati i soldi. http://www.youtube.com/watch?v=JWOG_hs6h60


La votazione. Per sei giorni durante il mese di dicembre i cittadini di Capannori sono andati al comune per votare il loro progetto preferito. Chi a diritto di votare? Anche qui il “modello Capannori” offre una lezione di democrazia rara di questi tempi. Possono votare chiaramente tutti i cittadini aventi diritto al voto per le elezioni amministrative, ma anche ragazzi che hanno compiuto 16 anni e gli stranieri residenti nel comune. Tutti fanno parte della comunità e nessuno è straniero o clandestino e pertanto ognuno deve partecipare attivamente ai processi decisionali che toccano una collettività di persone.

Alla fine delle votazioni oltre 1000 persone hanno votato i progetti del bilancio socio-partecipativo da realizzare nelle rispettive circoscrizioni. Il comune di Capannori, inoltre, investe il 50 % del bilancio nel sociale cercando di prevenire il disagio legato alla povertà e alle difficoltà incontrare dalle famiglie e dalle singole persone. Si evita che gli individui sprofondano negli abissi della miseria mettendoli cosi' nella condizione di mettersi in gioco. E per certi versi si può affermare che proprio investendo nel sociale possiamo diminuire la spesa sociale.

Credo che il “modello Capannori” vada studiato attentamente anche alla luce della crisi di rappresentanza che sta attraversando la nostra democrazia, ma anche in relazioni ai recenti scandali legati ai bilanci di alcuni grandi partiti. Sicuramente una idea che deve diventare nostra è la seguente: Nessuno dev'essere abbandonato e lasciato indietro se vogliamo veramente crescere.








23 aprile 2012

UN GRUPPO DI PRECARIE CREANO UN MARCHIO DI MODA di Marco Patruno

 


Un gruppo di precarie si sono unite e hanno creato nel 2004 un marchio di moda. Un brand collettivo che si chiama Serpica Naro. Il progetto “re(d)cycle è un esperimento di moda open source e partecipata. L'obiettivo delle ideatrici è di diffondere una rappresentazione diversa della moda da quella che viene proiettata dalle passerelle dell'alta moda e che sembra l'unica moda ufficialmente esistente per le svariate riviste femminili. http://www.youtube.com/watch?v=bjEbdDoWQvc


Le ragazze di Red Cycle usano prevalentemente capi usati e riciclano abiti nuovi. Donne di tutta le età portano presso la loro sede pezzi di stoffa, borse, abiti, cinture dimenticate in chissà quale ripostiglio. Esiste la c.d. “Staffetta” praticamente le nonne consegnano gli abiti dismessi alle nipote e loro ridanno nuova vita ai capi. “il fashion abbandona la sua connotazione di esclusività per tramutarsi in un ingranaggio collettivo” racconta una delle ideatrici del progetto, ma soprattutto in questo modo la moda non smette mai di essere di moda (scusate il gioco di parole.)


Ma un altra aspetto interessante del progetto riguardano le sfilate. Tutti noi abbiamo in mente le ragazze alte, belle, magrissime vicine alla anoressia se non addirittura anoressiche che ci mostrano i media e alimentano il nostro immaginario collettivo, bene, nel progetto Red Cycle dovete abbandonare questa immagine perchè nelle sfilate del brend Serpico Naro sfilano donne di tutte le età e di tutte le taglie e lo scopo di esse è divertirsi.


Queste ragazze si sono create un lavoro mettendo insieme le loro forze, ma hanno fatto qualcosa di più. Hanno ideato una cultura sociale e collettiva della moda dove mondi diversi si possono incontrare e confrontarsi senza la prevaricazione di uno specifico modello estetico e senza abdicare all'impegno civile. Le ragazze di Serpica Naro idearono, infatti, dei modelli pensando alle donne in gravidanza e che proteggessero le pance e i diritti delle future mamme. Il prossimo obiettivo delle ragazze è espandere questa nuova cultura a Roma, rendere Red Cycle un progetto con un network più ampio


Il blog Generazione P ha lanciato nei giorni scorsi l'iniziativa “L'Italia vive” è vuole promuovere progetti che contribuiscono attivamente al benessere e alla crescita sociale, economica e civile di questo paese. La descrizione del progetto, con una breve biografia dell'autore/autrice ed eventuale foto devono essere inviati a generazionep@libero.it Il blog Generazione P http://generazionep.ilcannocchiale.it intende dare uno spazio e una vetrina a questi progetti per farli conoscere ai suoi lettori. Non c'è assolutamente alcuna preclusione di tematiche, settori o età dei soggetti.




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Il codice no-JAVAscript NON fornisce informazioni dettagliate sui visitatori, ma è l'unico contatore che funziona su Ebay, myspace, hi5,friendster...se non sei sicuro,prova il codice javascript,se non funziona prova poi con questo contatore di accessi Incolla questo codice nel codice XHTML della tua pagina, nella posizione in cui vuoi visualizzare il counter. Il codice Asincrono, è la migliore soluzione per velocità di caricamento , il codice verrà caricato in un thread parallelo dal visitatore non rallentando minimamente il caricamento della pagina, è basato su standard HTML 4.0 , e se usato come contatore invisibile suggeriamo di posizionarlo all'inizio della pagina dopo il tag BODY.
Se il contatore è visibile, caricherà il logo all'interno del div id->"histats_counter" fornito anch'esso insieme al codice.